Area euro, margine per ottimismo

A cura di Stefania Basso

Il commento di Darren Williams, Senior European Economist di AB

Anche se l’outlook di medio termine della crescita dell’eurozona è fonte di preoccupazione, le condizioni per un rimbalzo ciclico della crescita della regione in questo momento sono più positive rispetto a quanto non lo fossero in passato da quando è iniziata la crisi finanziaria globale.

Gli investitori sono consapevoli delle forti difficoltà che sta fronteggiando l’area euro. In particolare si teme che nel medio termine la regione possa essere bloccata da un periodo di crescita nominale molto bassa. Tuttavia, l’economia potrebbe trarre beneficio da fattori ciclici favorevoli, come ad esempio il prezzo del petrolio e il tasso di cambio. In euro, il prezzo del petrolio è sceso di circa il 30% rispetto al livello medio della prima metà dello scorso anno, mentre l’indice del tasso di cambio ponderato su base commerciale in euro è calato di circa il 10% nello stesso periodo. Queste due variazioni potrebbero far salire la crescita economica di circa l’1% il prossimo anno.

I redditi reali riceveranno una forte spinta per l’abbassamento del prezzo del petrolio. La crescita annua del reddito reale da lavoro segna circa il 3,0% in questo momento, avvicinandosi al picco ciclico del 2001 e del 2006/07, quando la crescita della spesa per i consumi era molto più solida rispetto al presente.

Molto dipenderà da cosa decideranno di fare i consumatori: spenderanno o risparmieranno quanto guadagnato con il calo del petrolio? Non è ancora chiaro quale sarà la direzione, tuttavia, la fiducia dei consumatori recentemente è aumentata. In particolare sono emersi i segnali di volontà da parte delle famiglie di effettuare più acquisti rispetto al passato, vale a dire dal 2006 a oggi.

Tali sviluppi positivi sono supportati dal policy mix dell’area euro a supporto della crescita. Dopo un periodo di dannosa austerità tra il 2010 e il 2013 le stime di AB indicano che la posizione fiscale complessiva per la regione potrebbe essere neutra o moderatamente espansionistica quest’anno.

Nello stesso tempo le dinamiche del credito e dei fondi hanno iniziato a migliorare. I tassi sui prestiti bancari per le aziende spagnole e italiane sono scesi in modo sostenuto negli ultimi mesi, mentre i nuovi prestiti netti alle famiglie e alle aziende dell’area euro sono saliti di 19 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2014, il miglior trimestre dall’inizio della crisi del credito nel 2011.

In questo contesto le previsioni di crescita dell’eurozona da parte del consenso sono troppo basse. AB prevede una crescita dell’1,5% quest’anno contro una stima del consenso pari all’1,1%.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.