Asia terra promessa

‘Le fibrillazioni che hanno scosso il mercato azionario cinese erano necessarie. Le quotazioni erano troppo elevate’ sostiene Hugh Young, managing director di Aberdeen AM

Il crollo del mercato azionario cinese fa paura?
I mercati azionari cinesi sono avulsi dalla realtà. Quando sono determinate da manipolazioni del mercato ad opera delle autorità governative e dagli istinti speculativi di milioni di investitori al dettaglio, le quotazioni azionarie non rappresentano più un indicatore della qualità di un’impresa. Né possono fornire indizi sullo stato di salute dell’economia. Per questo motivo, nonostante la Cina debba tamponare gli effetti del profondo squilibrio nella distribuzione dei capitali che ha fatto seguito alla crisi finanziaria globale, l’andamento delle borse valori di Shanghai e Shenzhen non implica affatto che l’economia cinese si trovi sull’orlo del collasso. Sta rallentando, questo è vero. Il governo intende conseguire un tasso di espansione più modesto, nell’ordine del 6,5% per il 2016, anche se perfino questo potrebbe essere un traguardo ambizioso. Tuttavia, il rallentamento è in parte voluto, non è solo frutto del caso. Le fibrillazioni che hanno scosso il mercato azionario il mese scorso erano necessarie. Le quotazioni, infatti, erano troppo elevate. Borse valori che funzionano come un casinò non possono andare bene se la Cina vuole davvero creare mercati di capitali in grado di veicolare le risorse finanziarie verso le società più meritevoli, fungendo nel contempo da fonte di finanziamento pensionistico per una popolazione che invecchia.

La Fed ha ancora il suo peso?
La Federal Reserve (Fed) statunitense ha innalzato i tassi d’interesse alla fine dello scorso anno. Questa decisione ha dissipato almeno una causa d’incertezza per gli investitori in Asia. Molti pensano che le autorità statunitensi saranno più caute con i prossimi rialzi a causa delle turbolenze che hanno scosso i mercati a inizio 2016 e delle prospettive deboli per la crescita globale. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio a breve termine per i mercati azionari, che sono ormai assuefatti alle misure di incentivazione delle banche centrali, a condizione che la fiducia degli investitori non subisca altri scossoni. La decisione di rallentare il ritmo della stretta monetaria negli Stati Uniti potrebbe inoltre frenare la corsa al rialzo del dollaro, fornendo probabilmente un sollievo temporaneo ai mercati emergenti che vedrebbero ridursi l’emorragia di capitali. A dire la verità, però, è difficile fare previsioni poiché la situazione si evolve continuamente. La decisione della Banca del Giappone di adottare tassi d’interesse negativi rafforza la sensazione che le autorità dei mercati sviluppati abbiano esaurito le frecce al proprio arco. Per fortuna, l’Asia si muove ormai su un terreno piuttosto solido. Le riserve sono ampie, le bilance commerciali fanno registrare un surplus e i deficit sono gestibili.

Anche le azioni indiane hanno subito contraccolpi, quali sono le prospettive per l’economia?
Le azioni hanno manifestato un andamento negativo dopo i massimi record toccati all’inizio dello scorso anno. L’indice Msci India ha perso quasi il 20% da marzo 2015 e potrebbe scendere ancora. Tuttavia, l’attività sul mercato azionario sembra andare in direzione opposta rispetto all’economia, che sta invece crescendo, e con un tasso tra i più alti nei mercati emergenti. Il paese, importatore di petrolio, è uno dei primi in Asia a trarre vantaggio dai bassi prezzi del greggio, che stazionano sui $ 30 al barile. Anche se l’agenda di riforme del primo ministro Narendra Modi è stata osteggiata dall’opposizione a livello nazionale, alcuni progressi sono stati fatti a livello di singoli stati. Ciononostante, l’India non è immune alle difficoltà dell’economia globale che stenta a riavviare i motori. Importanti fattori sfavorevoli gravano sulla crescita degli utili e la riluttanza delle società locali a investire suggerisce che la fiducia resta debole. Per il momento, il governo ha dato priorità alla crescita piuttosto che al consolidamento fiscale, pertanto prevediamo che quest’anno l’aumento dei consumi e della spesa pubblica per infrastrutture sosterranno l’espansione del paese. I nostri investimenti godono di una posizione privilegiata per beneficiare di questo trend.

Quali ragioni vi rendono ottimisti riguardo ai mercati asiatici?
Le economie asiatiche sono ragionevolmente solide e le società ben gestite continueranno a prosperare. Inoltre, le aziende stanno migliorando la gestione dei capitali, remunerando maggiormente gli azionisti sotto forma di dividendi e riacquisti azionari. Nonostante il rallentamento, ravvisiamo aree di crescita. In paesi come la Cina e l’India, l’impresa privata sta entrando in settori come quello bancario dove un tempo le autorità non lasciavano spazio a concorrenti delle aziende di Stato. In India, gli istituti di credito privati vantano bilanci più solidi e una crescita di prestiti e depositi più rapida delle controparti statali. La Cina offre opportunità interessanti, soprattutto nei settori della ricettività, della sanità e dei trasporti.

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