Atene cerca un patto per legare il debito al Pil

A cura di Rocki Gialanella

Gli obiettivi del Governo targato Syriza in merito al tema vitale del debito pubblico ellenico cominciano ad assumere una forma sempre piu’ concreta. Si punta finanziare il debito con la crescita e non con la leva fiscale

In questa direzione si sono mosse le visite ufficiali ad Atene del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz e quella -prevista per oggi- del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che, anche se non sarà in terra greca per negoziare, discuterà di temi economici con il neo primo ministro Tsipras.

Tra gli obiettivi di Tsipras c’è la firma di un accordo con i creditori di Atene, che preveda l’introduzione di limitazioni agli obiettivi di surplus primario previsti per i prossimi anni e un legame tra il pagamento del debito pubblico e la crescita del Pil greco. In tal modo, Tsipras punta a finanziare il passivo con la crescita e non attraverso la leva fiscale.

La firma di un simile accordo implicherebbe che Atene non sarebbe obbligata a ripagare i titoli in scadenza se non riuscisse a centrare un’accelerazione del Pil. Di conseguenza, il debito verrebbe automaticamente congelato e la restituzione del capitale investito dai creditori in titoli giunti a scadenza subirebbe un ritardo non calcolabile a priori. Nel braccio di ferro tra Atene e i suoi creditori, questi ultimi sembrano invece intenzionati a concedere un ulteriore allungamento delle scadenze o un taglio ai tassi d’interesse (cedole staccate dai titoli).

Le aspettative indicano che il Pil greco crescerà tra il 2% e il 2,3% nel 2015, un livello che obbligherà il Governo del paese ad onorare regolarmente le quote di aiuti programmate e i bond a scadenza (ammontare per nulla risibile). Il 6 febbraio scadranno bond greci per oltre 1.000 mln di euro e il 13 dello stesso mese Atene dovrà rifinanziare emissioni per 1.400 mln. Il 16 febbraio è prevista la riunione dell’Eurogruppo e in quell’occasione il Governo di Tsipras dovrà chiarire se sollecitare una proroga degli aiuti concessi dall’Ue in scadenza il 28 febbraio.

A marzo la Grecia dovrà restituire un prestito di 1.420 mln di euro erogato dal Fondo Monetario internazionale e pagare 800 mln di cedole. Tra luglio e agosto sarà la volta di titoli in scadenza per 6.700 mln posseduti per lo più dalla Banca Centrale Europea.

Tsipras si trova ad affrontare una serie di impegni pressanti in poco tempo e in una fase in cui la speculazione ha aggravato la fuga dai depositi. Secondo i dati della banca centrale greca, a dicembre sono fuoriusciti dai depositi delle banche locali 4.000 mln: 2.200 mln dalle imprese e 1.800 mln da investitori privati. Di questi, 1.000 mln sono stati parcheggiati nei conti correnti. A gennaio la fuga dai depositi ha raggiunto i 10.000 mln. In ogni caso, il calo dei depositi ammonta al 6% del totale, in alcun modo paragonabile al 37% registrato nel 2012.

Sul versante obbligazionario, la giornata di ieri ha evidenziato quanta paura ci sia per una potenziale insolvenza. Per la sottoscrizione dei titoli triennali gli investitori domandano il doppio del rendimento offerto da quelli a trenta anni, una situazione insolita. Il rendimento del titolo a tre anni ha toccato il 17,2% mentre quello del trentennale era fermo all’8,45%. La Borsa di Atene, dopo aver perso tra lunedì e mercoledì il 15,4%, ha recuperato ieri il 3,16%, mettendo a segno la prima giornata di rialzo dall’elezione di Tsipras.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.