Attese ribassiste nettamente battute

A cura di Rocki Gialanella

I government bond dell’eurozona accumulano perdite vicine al 5%. I guadagni realizzati dall’inizio dell’anno sono stati azzerati

L’incertezza greca, i dati macro deludenti provenienti dagli Usa, il rialzo pronunciato delle quotazioni obbligazionarie, le aspettative di rialzo dell’inflazione. Il mercato ha molti motivi per spiegare il rapido calo accusato dal reddito fisso nelle ultime settimane, ma non sembra trovare ragioni convincenti alla base dell’intensità del deterioramento. Il ragionamento è ancora più valido se si pensa che i volumi che stanno muovendo il mercato non sono molto sostenuti.

Il Bund tedesco ha registrato la sua settima sessione consecutiva di perdite, archiviando il peggiore mini ribasso dei prezzi degli ultimi quattro anni. Bisogna risalire a marzo 2011, quando l’eurozona discuteva sull’entità del default ellenico, per imbattersi in una fase ribassista di tale portata. La stessa sorte del Bund è stata seguita dai titoli di stato di Francia e Belgio con sei sessioni consecutive in rosso, il loro peggiore ciclo degli ultimi due anni. Nell’arco di poche sedute, i government bond dell’eurozona hanno perso quasi tutti i guadagni accumulati dall’inizio dell’anno.

Il Bund si era trasformato nell’asset prediletto nel 2015: la sua quotazione era in continua ascesa, indipendentemente dallo scenario economico e politico, e gli investitori erano pronti ad accettare rendimenti nulli pur di partecipare alla corsa rialzista del prezzo. Attualmente, dai massimi registrati nel corso dell’anno il Bund perde quasi il 4,5%.

All’inizio del 2015, la maggior parte degli esperti indicava come target dell’investitore obbligazionario la ricerca di un asset allocation in grado di evitare le perdite. Successivamente, il 22 gennaio, il quadro di riferimento è cambiato grazie all’intervento della Bce e all’annuncio del programma di Quantitative Easing. Gli acquisti operati dalla Bce hanno spinto al rialzo le quotazioni ed hanno permesso agli investitori di realizzare in due mesi le performance sperate -nel più ottimistico degli scenari- per l’intero anno.

Per tutti gli investitori che hanno assistito all’annullamento dei guadagni, l’obiettivo torna ad essere quello fissato a inizio anno: chiudere il periodo senza perdite. I government bond periferici, il segmento che aveva messo a segno i maggiori rialzi dopo l’annuncio della Bce, sono quelli che hanno accusato le perdite più consistenti in questa fase. Rispetto ai massimi, il bond portoghese a dieci anni ha perso il 7,37% e quello italiano il 6% circa.

Gli investitori guardano ad Atene nella speranza che questo rovescio del mercato sia soltanto una conseguenza del potenziale effetto contagio e che la soluzione del problema ellenico arrivi presto.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.