Attesi indici Pmi manifatturieri dei principali Paesi europei

Avvio di settimana e di mese ricco di dati sui mercati. Nel corso della mattinata
è prevista la pubblicazione degli indici Pmi manifatturieri dei principali Paesi
europei, e i dati aggregati di Eurozona.

In arrivo anche i dati sulla disoccupazione di dicembre in Italia, Spagna e Area Euro. Anche negli Stati Uniti verrà diffuso nel pomeriggio l’Ism manifatturiero. Per l’Italia il Ministero Trasporti diffonde i dati sulle immatricolazioni di nuove auto in gennaio, mentre il Tesoro pubblicherà i dati sul fabbisogno del settore statale, sempre riferito a gennaio.

In Germania le vendite al dettaglio segnano a dicembre una flessione mensile
di 9,6%, ampiamente oltre il -2,6% delle attese, e una crescita annua di 1,5%
contro il consensus di +5%. Il 2020 si chiude così con un recupero complessivo
pari a 3,9%, rispetto al 4,1% delle attese precedenti.

In Cina l’indice Pmi manifatturiero dei direttori acquisti fa registrare in gennaio
la crescita più moderata da 7 mesi a questa parte. Il risultato è di 51,5 pts, sotto
rispetto ai 53 di dicembre e alle attese pari a 52,7. All’origine del rallentamento
nel tasso di espansione la deludente dinamica della voce export, pesantemente
colpita dal protrarsi della pandemia.

Ieri la seconda giornata di esplorazione per il Presidente della Camera Roberto
Fico, che deve riferire domani al presidente della Repubblica circa la possibilità di un esecutivo con la vecchia maggioranza, un Conte-ter allargato probabilmente ai cosiddetti ‘responsabili’.

Il presidente della Camera ha convocato per stamani a Montecitorio tutte le forze ascoltate finora, in un ‘tavolo tecnico’ che faccia il punto su programma e misure. La strada resta però ancora in salita.

Ritrova smalto la valuta Usa, su cui convergono per lo meno in parte flussi di
acquisti rifugio che guardano alla possibile correzione di Wall Street. Ad erodere
l’ottimismo dei mercati è il dibattito sull’effettivo valore del pacchetto di stimolo
all’economia della Casa Bianca e i ritardi nella somministrazione dei vaccini.

Il cambio euro/dollaro è a 1,2130, dollaro/yen a 104,65/67 e euro/yen 126,94.
Si muovono in positivo stamane i derivati sul greggio, dopo una settimana di
debolezza, a dispetto del percorso difficoltoso della campagna dei vaccini oltre
che della diffusione di nuove varianti del virus. Il futures sul Brent guadagna lo
0,60% a USD 55,40 il barile, al Nymex il Wti Usa +0,80% a USD 52,60.

Stamane il Bund future marzo ha aperto in rialzo di 13 tick a 177,38, il Btp
future guadagna 24 bp a 151,24. Lo spread Btp/Bund riparte da 115 pts, con il
rendimento del nostro Btp decennale allo 0,61%.

Apertura in rialzo per le borse europee, sulla scia delle buone chiusure delle
borse asiatiche, con i principali indici EU e Piazza Affari che guadagnano
intorno al punto percentuale nelle prime battute. In rialzo i titoli bancari, bene
anche Enel, Exor, Stellantis, Stm, Ferrari, Terna e Unipol. Deboli Eni e Tenaris.

Borse asiatiche positive stamane, nonostante l’indebolimento dell’indice Pmi
manifatturiero cinese, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in
rialzo dell’1,55%, Shanghai +0,64%, Hong Kong + 2,26%, Sidney +0,84%,
Seoul +2,70%.

Intanto l’armata degli investitori retail che ha lanciato dal forum Reddit un attacco rialzista contro le scommesse short degli hedge fund su titoli come GameStop, AMC Entertainment e altri, ha preso di mira anche l’industria dei metalli, in particolare l’argento.

Il fenomeno short squeeze contagia così i futures sull’argento, che sono balzati nelle ultime ore fino a +8% a USD 28,50 l’oncia circa, riportando la variazione più forte da almeno il 2013. In rialzo i titoli dei colossi dell’estrazione quotati alla borsa di Sidney: Argent Minerals è schizzata di oltre +40% mentre Adriatic Metals è balzata di circa il 14%.

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