Axa: “Manteniamo l’esposizione all’azionario ma con meno rischio”

Il trend bullish sul mercato continua. Ma occhio a rischio Cina e inflazione. Serge Pizem, Global Head of Multi-Asset Investments di AXA IM

Dopo la pausa estiva, siamo tornati alle nostre attività. La ripresa economica si è tradotta in utili societari robusti e il trend bullish sul mercato continua. Gli investitori ora si chiedono cosa ci aspetta dopo avere superato il picco della crescita.

Serge Pizem

Tra i rischi che vediamo per il 2022, ci sono l’interventismo statale e il rallentamento della crescita in Cina e un prolungato effetto «collo di bottiglia ».

Anche se molti commentatori sono preoccupati per le valutazioni tirate, sostenute da una politica monetaria ancora fortemente espansiva, il quadro resta positivo. La crescita degli utili resta forte, cosi come i fattori tecnici, grazie alle politiche di sostegno all’economia delle banche centrali.

Recentemente tutti i mercati hanno performato bene, nonostante i timori su nuove possibili varianti del coronavirus e sull’inflazione.

Abbiamo avuto una forte crescita nel primo semestre 2021 e poi il tasso di crescita ha cominciato a rallentare perché abbiamo passato il picco”, commenta Serge Pizem, Global Head of Multi-Asset Investments di AXA IM.

Ora i mercati nutrono qualche timore su cosa aspettarsi nei prossimi mesi e guardano alle banche centrali, continua Pizem.

Possibili rischi nel 2022

Quali possono essere invece i rischi davanti a noi? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi? Pizem cita tre possibili rischi per gli investitori.

Il primo è il rischio della fine delle misure di sostegno all’economia. Se la Federal Reserve americana comincerà il tapering, questo avrà un impatto sul sentiment del mercato azionario. Ma al momento la Fed ha assicurato che non ridurrà le misure di sostegno, il tapering non sarà implementato prima di quando se lo aspetta il mercato. E se sarà fatto non sarà connesso al rialzo dei tassi.

La Fed ci dice che “solo in presenza di un altro set di forti dati economici comincerà ad aumentare i tassi, rendendo implicito che il primo rialzo non avverrà prima della fine del 2022”, argomenta il gestore. Questo ha rassicurato il mercato. Nessun problema, quindi, sul fronte delle banche centrali.

Il secondo è il rischio Cina, non solo dal punto di vista politico, ma anche economico. “La crescita cinese è rallentata molto e lo Stato è intervenuto in modo molto aggressivo (per esempio nazionalizzando il business dell’istruzione)” con implicazioni sulle azioni cinesi. Ora il governo cinese vuole intervenire su Internet e sul business dei giochi online. Il punto è quanto si spingeranno lontani?

Terzo, il rischio dell’effetto “collo di bottiglia”, che si è visto nel settore dei semiconduttori (scarsità dell’offerta rispetto alla domanda), si sta allargando ad altri settori. La Fed ha detto che l’inflazione è transitoria. Per Pizem bisogna capire cosa significa “transitorio”: sei mesi? Un anno? In quest’ultimo caso, un anno, sarebbe fonte di preoccupazione.

Il nostro posizionamento: long sull’equity

I mercati non sembrano preoccuparsi di questi rischi, almeno per ora. Sia sul fronte equity che sul fronte fixed income, ad oggi le performance sono buone. “Per il prossimo futuro vogliamo mantenere l’esposizione all’azionario, ma con meno rischio”, dice Pizem sintetizzando la sua strategia per i mesi a venire. Inoltre, l’esposizione all’euro verrà ridotta “marginalmente” mentre sarà aumentata l’esposizione ad altre valute.

Rispetto a qualche mese fa, il gestore ha effettuato alcuni cambiamenti:

  • Abbiamo preso profitto dalle nostre posizioni US Small cap
  • Siamo usciti dal trade sui titoli finanziari USA e manteniamo soltanto i finanziari europei
  • Continuiamo a mantenere un’esposizione pro-rischio del portafoglio multi-asset per trarre beneficio dalla probabile continuazione del rally dei mercati azionari e dalla normalizzazione dell’economia globale

 

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