A colloquio con Nicolas Wylenzek, Macro Strategist di Wellington Management

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?
Nicolas Wylenzek

Per il 2024, continuo a ritenere interessante lo scenario delle azioni europee. Le valutazioni e il sentiment riflettono una visione molto più pessimistica della crescita e degli utili rispetto agli Stati Uniti o al Giappone, in un momento in cui gli indicatori economici europei stanno aumentando, l’esposizione alla Cina offre possibilità di rialzo e la transizione energetica potrebbe riacquistare popolarità.

Su queste basi mi aspetto che le azioni europee superino l’indice “S&P 493”, ma sono più cauto rispetto ai “magnifici 7”. L’intelligenza artificiale (IA) potrebbe dare il via alla prossima “rivoluzione industriale”, determinando massicci aumenti di produttività. In tal caso, i titoli legati all’IA continueranno a sovraperformare.

L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?

Mi aspetto un aumento dell’orientamento della crescita europea verso l’interno, poiché ritengo che l’incremento del momentum economico negli Stati Uniti sia circoscritto, nonostante i recenti dati positivi. Gli indicatori anticipatori europei mostrano segnali evidenti di un’inversione di tendenza positiva. Mi aspetto che i consumi europei rimangano robusti, sostenuti da un incremento dei salari reali. E che il quadro fiscale possa riservare sorprese positive. Questo dovrebbe favorire le aree cicliche interne.

Le economie della periferia europea tendono a essere più orientate verso la crescita interna europea rispetto alle economie del nucleo centrale, come la Germania e la Svezia, che hanno una maggiore esposizione, in termini relativi, ai mercati extraeuropei.

Ecco tre ulteriori motivi per cui privilegio la periferia rispetto al centro:

  • Beneficiario principale dei fondi NextGenEU – Spagna e Italia sono i due maggiori beneficiari dell’iniziativa NexGenEU dell’UE. Nei prossimi due anni, miliardi di euro di finanziamenti dell’UE sosterranno la transizione energetica e la digitalizzazione in questi due Paesi.
  • Esposizione al miglioramento dei consumatori europei – Il sentimento dei consumatori della periferia non solo è più forte di quello del nucleo centrale, ma le economie della periferia hanno anche una maggiore esposizione al miglioramento generale della fiducia dei consumatori europei (ad esempio, attraverso il turismo).
  • Accesso a energia più economica – La periferia tende ad avere un migliore accesso alle fonti di energia rinnovabile (come il solare) e alle spedizioni di GNL. Dopo tutto, la Spagna ha il maggior numero di terminali GNL dell’UE. Di conseguenza, gli industriali della periferia devono affrontare meno problemi strutturali rispetto ai loro core peer.