Azioni mercati emergenti migliori dei mercati azionari sviluppati

Report mensile sui mercati emergenti a cura di Raiffeisen Capital Management

Panorama globale

Dall’inizio di febbraio le quotazioni azionarie hanno avuto un forte incremento in molti altri paesi. Un ruolo importante in questo dovrebbe averlo avuto la Banca centrale europea. Con l’annuncio di un ampio programma di acquisti di obbligazioni a fine gennaio ha promesso una nuova iniezione di liquidità ai mercati finanziari in tutto il mondo. Sono quindi passati parzialmente in secondo piano gli eventuali aumenti dei tassi d’interesse negli USA.

A livello politico, all’inizio dell’anno sono prevalsi due temi: la nuova escalation della guerra civile in Ucraina (assieme alle tensioni sempre più forti tra Occidente e Russia) e, dall’altra parte, la vittoria del partito di sinistra Syriza nelle elezioni parlamentari greche. Quest’ultima potrebbe ricoprire un’importanza fondamentale per l’intera UE oltre che per la Grecia. Per quanto riguarda l’economia, persistono la debole congiuntura mondiale, il trend disinflazionistico globale e i rendimenti obbligazionari in calo quasi ovunque. Anche le previsioni degli utili societari vengono continuamente rivisti al ribasso e ciò in quasi tutti i paesi industrializzati ed emergenti. Allo stesso tempo, il dollaro USA continua la sua impennata, in particolare contro l’euro. Di conseguenza, molte valute dei paesi emergenti si sono apprezzate sull’euro.

Grecia

Il mercato azionario greco ha subito enormi oscillazioni e i titoli di Stato greci stanno scontando l’elevata possibilità di un fallimento delle trattative o di un nuovo taglio del debito. Nelle ultime settimane hanno fatto registrare un notevole calo in particolare le azioni bancarie greche, perché in caso di uscita dalla zona euro o di un default dello Stato anche le banche andrebbero in fallimento. Viceversa, nel caso di un accordo avrebbero tuttavia il potenziale di rialzo maggiore. Al momento, lo scenario più probabile sembra ancora essere quello di un compromesso, qualunque esso sia. Per il momento, una decisione fondamentale verrà forse posticipata di alcuni mesi e fino allora UE e BCE dovrebbero continuare in parte a garantire gli aiuti finanziari. Nel frattempo i mercati azionari e obbligazionari della Grecia continueranno comunque a essere molto volatili.

Polonia

Dati congiunturali polacchi di nuovo leggermente migliori nell’ultimo periodo – continua però il trend deflazionistico.Lo zloty ha fatto registrare una performance complessivamente più forte dall’inizio dell’anno ed è finito sotto lieve pressione solo per un breve periodo dopo la decisione a sorpresa della Banca nazionale svizzera di abbandonare il tasso di cambio minimo tra euro e franco. Per il potere d’acquisto delle famiglie polacche i prestiti immobiliari in franchi svizzeri non rivestono più nessun ruolo fondamentale”; per le prospettive è invece molto più importante la situazione in Ucraina e in Russia. Per alcune banche potrebbero esserci, però, dei problemi a causa di un volume di credito pari a complessivamente 31 miliardi di franchi.

Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca approfitta tuttora di ordini export stabili, la produzione industriale al momento sta andando a pieno ritmo e anche il commercio al dettaglio mostra nel complesso una tendenza positiva. La banca centrale si preoccupa tuttavia delle tendenze deflazionistiche e quindi intende portare avanti eventuali interventi per far fronte a un apprezzamento più forte della corona almeno fino al 2016.

Ungheria

In Ungheria si registrano tendenze simili alla Polonia; una domanda estera robusta accompagnata da inflazione negativa. La banca centrale ha lasciato il tasso guida sul suo minimo record di 2,1%, ma come in Polonia sono da prevedere altri tagli dei tassi d’interesse nei prossimi mesi a causa dei rendimenti in euro in calo e delle preoccupazioni deflazionistiche. Il movimento del franco non ha quasi avuto nessun effetto sul fiorino, dopo che già a novembre era stato fissato per legge la conversione in fiorini dei prestiti in franchi e il tasso di conversione per le banche.