Nel dibattito sull’evoluzione dell’industria finanziaria, l’intelligenza artificiale sta progressivamente ridefinendo strumenti, processi e modelli decisionali, incidendo in modo particolare sull’attività degli uffici studi e sulla produzione di ricerca. Tra automazione, potenza di calcolo e capacità predittive, l’AI si propone come alleato strategico nell’analisi dei mercati, pur lasciando spazio – soprattutto nelle valutazioni più complesse – al contributo distintivo dell’esperienza umana.

In questo contesto si inserisce la riflessione di Jacopo Ceccatelli, responsabile del Centro studi di Banca Finint “The Lighthouse”, che analizza il ruolo concreto dell’intelligenza artificiale nei processi di ricerca e approfondimento finanziario, evidenziandone opportunità, limiti e ambiti di maggiore efficacia.

Il vostro team di analisti utilizza l’intelligenza artificiale? Quanto è importante e quanto influisce nei vostri report?

«L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’attività dell’ufficio studi, prevalentemente nella fase di raccolta dati e di impostazione generale dei contenuti. Meno rimarchevole, almeno per il momento, nel nostro modello è il ruolo ricoperto dall’intelligenza artificiale nella redazione delle sezioni più complesse dei contenuti di ricerca: i report di approfondimento e le analisi. Per queste sezioni, riteniamo che le capacità elaborative dei nostri analisti con esperienza possano ancora dare contributi di qualità superiore, soprattutto in termini di originalità e capacità di individuare risposte e soluzioni innovative».

Ci sono campi o settori nei quali le risposte sono più efficaci?

«L’intelligenza artificiale, a nostro parere, è estremamente utile per identificare con precisione correlazioni complesse e legami tra sottostanti finanziari anche molto differenti e apparentemente distanti. In questo senso, la potenza di calcolo disponibile è uno strumento molto utile per ottenere indicazioni anche in ottica predittiva. Il più delle volte, però, è la combinazione degli output derivanti dall’applicazione dagli algoritmi Ai con la sintesi effettuata dai nostri esperti che permette di raggiungere i risultati più interessanti in termini di capacità analitica. Certamente l’utilità e la produttività degli algoritmi Ai ha un legame di forte proporzionalità con la dimensione e la liquidità dei mercati o dei sottostanti finanziari. Da questo punto di vista, mercati Fx, grandi listini azionari e “big cap” sono decisamente favoriti rispetto, per esempio, al molto più frammentato mercato obbligazionario».

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