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Andrea Ragaini (Banca Generali): «Benvenuta Sfdr»

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Andrea Ragaini (Banca Generali): «Benvenuta Sfdr»

Banca Generali non sembra avere dubbi sugli effetti positivi della nuova normativa europea sull’Esg

I pareri dopo l’entrata in vigore della normativa europea Sfdr (Sustainable finance disclosure regulation) sono diversi e non sempre positivi.  Il provvedimento è stato realizzato per aumentare e uniformare i requisiti di reporting dei processi di investimento Esg. Alcuni sostengono che le intenzioni sono ottime, ma che i costi finanziari e le procedure burocratiche costituiscono un notevole aggravio per le società coinvolte. Di parere totalmente opposto è Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali, «Crediamo che qualunque cambiamento di carattere normativo che vada nella direzione di garantire una maggiore trasparenza sia sempre positivo. La normativa Sfdr non solo non ci ha trovati sguarniti, ma ha rappresentato per noi un’ulteriore occasione per ribadire l’unicità del nostro approccio Esg. La sostenibilità è infatti al centro del percorso di sviluppo della Banca».

In concreto ciò cosa ha rappresentato per voi?

«Oggi siamo tra le poche realtà in Italia a essersi dotate di  un Comitato endoconsiliare dedicato alla sostenibilità. Siamo anche l’unica tra le principali istituzioni finanziarie ad avere una matrice di sostenibilità che guida la governance e lo sviluppo. Oltre a condurre una politica d’investimento che impone l’esclusione di società coinvolte in attività e comportamenti controversi».

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