Tutte le società hanno chiuso il 2022 con raccolte nette importanti, nonostante molti descrivessero i risparmiatori come molto preoccupati e talora persino arrabbiati con chi aveva gestito i loro risparmi. Evidentemente il rapporto di fiducia è continuato e si è persino rafforzato.

L’intervista a Massimo Taricco, vicedirettore commerciale di Banca Patrimoni Sella & C

Quali sono stati gli strumenti più richiesti da parte dei vostri clienti? Azionario od obbligazionario? Amministrato o gestito?

«Sia nell’ambito obbligazionario, sia in quello azionario, l’anno è stato caratterizzato da una forte volatilità dovuta, oltre che al contesto macroeconomico, anche a fattori esogeni. Questo fatto ha comportato un processo di de-risking nel mondo azionario e, di conseguenza, l’attenzione si è spostata dai temi più growth a favore di quelli value. Parallelamente, nella seconda metà dell’anno, con tassi più interessanti, è tornata viva l’attenzione al comparto obbligazionario strutturalmente presente nei portafogli. Dal punto di vista della raccolta totale, l’anno è stato positivo. Abbiamo assistito, complice la scarsa prevedibilità dei mercati, a un innalzamento dell’attenzione verso il risparmio gestito in gestioni, demandando ai money manager la parte di asset allocation, oltre a quella di stock-fund picking. Nella seconda parte dell’anno, vista la volatilità espressa dai mercati, parte della raccolta è rimasta, o è diventata, diretta e si è tornati all’amministrato più tradizionale con l’acquisto di titoli obbligazionari che hanno cominciato a esprimere rendimenti a scadenza piuttosto interessanti». 

Quali sono state le motivazioni degli investitori che hanno fatto la scelta, apparentemente contro corrente, di incrementare gli investimenti? Si può fare l’identikit dell’investitore che, nonostante le difficoltà, ha preso una decisione sicuramente coraggiosa?

«Sì, in effetti, Banca Patrimoni Sella & C. non si è discostata dal trend, anzi abbiamo registrato uno dei migliori anni dal punto di vista della raccolta. Occorre tuttavia osservare che già il 2021 è stato un anno molto positivo, sia per la raccolta, sia in riferimento alle performance di diverse asset class, anche considerando che si è trattato dell’anno di ripresa dopo il periodo pandemico, durante il quale la nostra tipologia di struttura ha fatto la differenza in termini di assistenza e continuità nella relazione con i clienti. L’anno, inoltre, è stato caratterizzato da una serie di fattori specifici. Anzitutto, il periodo pandemico ha gravato su un certo numero di piccole e medie imprese, motivo per il quale alcuni imprenditori hanno optato per la messa in vendita di pacchetti azionari importanti della propria azienda o dell’intera società, affidandoci poi le somme rivenienti dalle operazioni. Parallelamente, il mercato immobiliare ha dimostrato una certa vivacità e anche in questo caso i clienti ci hanno dimostrato fiducia affidandoci i ricavi delle proprie vendite. Infine, ricordiamo che i lockdown del 2020 e del 2021 hanno favorito il risparmio delle famiglie, conferito successivamente a società come la nostra che fa della cura e della gestione del risparmio il proprio core business». 

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