Nell’intervista a Vincenzo De Marco, direttore commerciale di Banca Patrimoni Sella & C. e con 26 anni di carriera nello stesso gruppo, c’è una parola che torna in continuazione: territorio.

Ma non solamente per affermare che la banca per la quale lavora è strettamente legata alla zona nella quale è nata, cioè il biellese, ma per ribadire che la mentalità di collegamento stretto con il tessuto economico e sociale è presente in ogni area italiana in cui l’istituto è arrivato. Il concetto comunicato con forza è che, ovunque sia costruita l’espansione, viene mantenuto il Dna originario, che ha rappresentato finora il principale punto di forza per costruire e mantenere la partnership con aziende e persone. «Il Gruppo Sella ha radici profonde nel biellese, dove nasce come banca del territorio nel 1886, ma la nostra storia imprenditoriale è ancora più antica: la famiglia Sella inizia la sua attività nel settore tessile già nella seconda metà del ‘500», spiega il manager. «Grazie alla purezza delle sue acque, l’area di Biella si prestava perfettamente alla lavorazione dei tessuti, garantendo prodotti di altissima qualità. Da questo contesto è nata l’idea di diversificare, portando la stessa attenzione e cura per i dettagli nel settore bancario. Per anni, il nostro raggio d’azione è rimasto confinato alla zona d’origine e al torinese, con uno sviluppo graduale e organico. Tuttavia, negli ultimi 30 anni, abbiamo deciso di spingerci oltre, superando i confini del Piemonte e approdando in nuove regioni italiane. L’espansione non è stata casuale, né dettata da una semplice logica di conquista territoriale. Il nostro obiettivo è stato comprendere e integrarsi con le peculiarità di ogni nuovo territorio. Ciò significa che ogni nostra filiale è profondamente radicata nella comunità in cui opera, riflettendo le esigenze locali e valorizzando le risorse umane e imprenditoriali del luogo».

Che cosa significa oggi, concretamente, essere una banca del territorio?

«Essere banca del territorio significa molto più che avere una presenza fisica. È un modo di essere e di operare. In primo luogo, implica un impegno concreto nel contribuire allo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui siamo presenti. Nel panorama attuale, molte banche stanno chiudendo sportelli, spinte dalla ricerca di efficienza e dalla digitalizzazione. Noi, invece, andiamo in controtendenza e pensiamo che l’abbandono dei territori da parte di molti istituti di credito ci dia ampi spazi. Crediamo ancora nella fisicità dello sportello bancario come luogo di incontro e di costruzione di relazioni umane. La filiale non è solo uno spazio dove si effettuano transazioni, ma un punto di riferimento per la comunità, dove i clienti possono trovare ascolto, consulenza e supporto. Ma non è tutto. Essere banca del territorio significa anche investire nelle persone. Assumiamo personale locale, che conosce la zona e le sue dinamiche, e lo formiamo per diventare non solo dipendenti, ma veri e propri ambasciatori della nostra banca. In questo modo, possiamo offrire soluzioni su misura, costruite sulle reali esigenze dell’area in cui si opera. Infine, restituire valore al territorio è per noi un principio fondamentale. Tutto ciò si traduce in investimenti mirati, sostegno alle imprese locali e partecipazione a progetti che contribuiscono al benessere della comunità. È un approccio che abbiamo adottato fin dal 1886 e che oggi, pur operando a livello nazionale, continuiamo a portare avanti con lo stesso spirito. Anche per noi che siamo una banca private, servire bene la nostra clientela sul tema delle performance è importantissimo. Quando pensiamo al volume dei risparmi che ci sono in tutta Italia, siamo convinti che, se ogni banca seguisse bene i propri clienti e, performando un po’ di più rispetto all’anno precedente, restituisse qualcosa al territorio da trasformare in spesa corrente, in investimenti d’azienda o altro contribuirebbe allo sviluppo dell’economia circolare. Perciò, fare bene il proprio mestiere, fare performare bene i portafogli dei nostri clienti significa restituire al territorio ricchezza aggiuntiva. E noi crediamo molto a questa scelta che stiamo portando avanti».

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