Leonardo Cervelli di Banca Sella: “Tanta tradizione, tanta innovazione”

Quando si parla di Banca Sella, il pensiero corre subito a una delle famiglie più legate all’unità d’Italia (Quintino Sella ne faceva parte), i Sella appunto, che nell’area di Biella, dopo una secolare attività industriale nel tessile, fondarono nel 1886 l’istituto bancario che porta il loro nome e che è ancora controllato dalla famiglia.

Dopo circa un secolo di profondo ed esclusivo legame con il territorio di origine, negli ultimi 30 anni c’è stata una forte espansione in tutta Italia e oggi le filiali sono oltre 300. Ma a caratterizzare l’attività dell’intero gruppo è sempre stata anche una continua ricerca di innovazione tecnologica, quasi sempre precedendo in questo campo anche le maggiori banche italiane.

E una forte vocazione innovativa viene espressa anche dal comparto wealth e private, che oggi propone un’ampia scelta di soluzioni alla clientela di alta gamma. Gli asset under management erano quasi 10 miliardi al 31 luglio del 2022, con 137 private banker e 38 sedi in tutta Italia dedicate esclusivamente a questa attività.

Fondi&Sicav ne ha parlato con Leonardo Cervelli, responsabile private banking di Banca Sella.

Come stanno reagendo i risparmiatori in questa fase di mercato? Quali sono le principali richieste che vi pervengono dai clienti? 

«Nei risparmiatori, rispetto all’impatto sui mercati finanziari, c’è consapevolezza di quelli che sono gli eventi geopolitici in corso in questi mesi. I nostri clienti chiedono la consueta trasparenza e capacità di spiegare lo scenario complesso e di aiutarli nel trovare la strategia per mantenere saldi gli obiettivi di investimento di medio-lungo termine».

Quali risposte state dando, soprattutto a chi è investito in obbligazioni, una categoria di clienti che oggi, con l’inflazione, ha certamente le maggiori difficoltà?

«Dopo una decina di anni con tassi decrescenti e conseguentemente corsi crescenti, assistiamo a un’inversione importante, come spesso accade, molto repentina e dagli effetti che in qualche modo possono lasciare gli investitori frastornati. Da tempo abbiamo suggerito posizionamenti prudenti con duration contenuta sul mercato obbligazionario. È innegabile l’impatto negativo generalizzato nell’immediato: ora serve guardare ai nuovi rendimenti e alla scadenza dei titoli che sono tornati a essere interessanti, è necessario esaminare le prospettive future e non investire con gli occhi fissi nello specchietto retrovisore».

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