I dati del 2022 confermano la voglia di consulenza, nonostante l’inflazione,  la guerra in Ucraina,e tutto ciò che ne è seguito.

Luigi Provenza, chief commercial officer investment & wealth management di Banca Widiba, ci commenta i risultati della sua società.

Quali sono stati i vostri numeri di raccolta nel corso del 2022? Come è partito l’anno nuovo? (ovviamente in questo caso si tratta più di sensazioni che di veri e propri numeri)

«L’anno appena trascorso ha registrato un risultato positivo. Se consideriamo che il 2022 verrà ricordato sicuramente come uno degli anni peggiori degli ultimi 150, sia sul fronte azionario, sia su quello obbligazionario, sicuramente avere il segno “+” rappresenta un importante risultato. Il 2023 è partito nel migliore dei modi grazie, anche, all’andamento dei mercati azionari che, nella primissima parte dell’anno, hanno fatto registrare, in modo particolare nell’Eurozona, trend positivi».

Quali sono stati gli strumenti più richiesti da parte dei vostri clienti? Azionario od obbligazionario? Amministrato o gestito?

«Il 2022 è stato caratterizzato da fasi differenti. L’azionario ha sicuramente subito un rallentamento a favore dell’obbligazionario, ma più verso la seconda parte dell’anno. Il risparmio gestito è sempre privilegiato, ma abbiamo visto raddoppiare i volumi sull’amministrato, in modo particolare sui titoli di stato, che hanno cominciato, dopo anni di rendimenti negativi, a esprimere ritorni interessanti».

Quali sono state le motivazioni degli investitori che hanno fatto la scelta, apparentemente contro corrente, di incrementare gli investimenti? Si può fare l’identikit dell’investitore che, nonostante le difficoltà, ha preso una decisione sicuramente coraggiosa? 

«Ci prendiamo un po’ i meriti di questo risultato. I consulenti finanziari negli anni hanno acquisito una fetta di risparmiatori sempre più elevata: lo dimostrano le quote crescenti di risparmio gestito dalle reti. I clienti affiancati dai consulenti finanziari maturano una crescente consapevolezza e una maggiore educazione finanziaria che aiuta anche solo a comprendere le fasi di mercato e agire di conseguenza. Il 2022 sicuramente non è stato un anno semplice, ma con il giusto bagaglio di competenze è stato possibile analizzare e rivedere gli obiettivi definiti con il proprio consulente all’inizio della relazione e apportare i giusti correttivi quando necessario. Se serviva, anche incrementando le posizioni».

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