Banche centrali e mercato

Mercato in pausa ieri, senza riuscire a trovare una direzionalita’ precisa dopo le notizie arrivate dal Giappone e dalla Nuova Zelanda. Fxcm

Qui leggiamo una differenza stratosferica d’approccio tra le due banche centrali, con la prima a rilasciare dichiarazioni non all’interno di appuntamenti ufficiali di politica monetaria (lo yen è molto debole ed è difficile che scenda ancora, deve scambiare all’interno di range che rispecchino i fondamentali macroeconomici) e con la seconda che, invece, continua a comportarsi da Banca Centrale responsabile e capace di fare il proprio mestiere.

Ad onor del vero occorre puntualizzare che la Nuova Zelanda (così come l’Australia), si trovano al cospetto di congiunture che riescono a svilupparsi in maniera fisiologica, pur mostrando qualche rallentamento, dunque un approccio “rates oriented” è in grado ancora di funzionare. In Giappone invece si è fatto ricorso al così definito QQE (Quantitative e Qualitative Easing) con il fine implicito di svalutare lo yen.

Una pratica pericolosa, quando la Banca Centrale è ritenuta ancora un’istituzione credibile, che può portare all’effettivo raggiungimento dell’obiettivo stabilito, che può, a volte, sfuggire di mano. Ed è proprio questo il caso, con lo spavento che ha attaccato la BoJ dopo la rottura rialzista di area 122.00 sul UsdJpy a cui si è cercato di donare sollievo trasmettendo al mercato un’idea semi-ufficiale da parte della Banca Centrale, “vogliamo lo yen più alto – sottinteso: le nostre piccole imprese ne hanno bisogno”. Anche la SNB avrebbe voluto un franco più basso, il mercato ha detto no?

Sul fronte dati macro l’America continua a rivelarsi un market mover, con le vendite al dettaglio in linea con le aspettative a 1.2% di variazione mensile che hanno portato ad aumenti di volatilità confusi, che hanno prima spinto il dollaro a rialzo , per poi tornare a venderlo e facendo così mantenere i prezzi all’interno della congestione che ha aperto il nostro aggiornamento mattutino. Borse pesanti sul finire di giornata tra prese di profitto e nuovi rumor su possibili mancati accordi in Grecia e S&P500 sui supporti di breve.