Banche centrali, PBoC non e’ come le altre

A meno di tre mesi dal taglio dei tassi da parte della Banca Popolare Cinese (PBoC), le autorita’ monetarie hanno compiuto un ulteriore passo in avanti, incrementando gli stimoli attraverso il taglio del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) per le banche commerciali. Commento di Hans Bevers, Senior Economist di Petercam

Mentre lo scorso novembre la sforbiciata ai tassi era inattesa, questa volta, il taglio dell’RRR (dal 20% al 19,5%) per le banche commerciali non dovrebbe aver colto di sorpresa. Il motivo più importante è che, negli ultimi dieci anni, la politica dei tassi e il coefficiente di riserva obbligatoria si sono mossi quasi sempre parallelamente. Quanto alla tempistica esatta, probabilmente, l’arrivo del Capodanno cinese (19 febbraio), periodo in cui generalmente la liquidità è minore, potrebbe essere stato un fattore decisivo.

Il taglio dell’RRR fa sì che le banche commerciali abbiano ora più possibilità di concedere prestiti a imprese e famiglie. Ma, in realtà, gli effetti di questa misura di stimolo non dovrebbero essere sopravvalutati e non dovrebbero in alcun modo supportare l’idea di alcuni osservatori, secondo cui la Cina si starebbe ora unendo alle altre principali Banche Centrali nell’adottare strategie di allentamento aggressive (come la più recente della BCE). Per essere chiari, il fatto che l’impatto sui prestiti da parte della misura decisa da Pechino sia contenuto, non vuol dire che questa sia irrilevante. Anzi, è sicuramente importante, nel senso che suggerisce che la politica monetaria rimarrà in modalità di allentamento per tutto il 2015 e forse oltre. Sono previsti, infatti, ulteriori tagli dei tassi e dell’RRR ed entrambe queste misure contribuiranno ad alleviare l’onere finanziario che grava sulle aziende fortemente indebitate e ad aumentare la disponibilità delle banche commerciali nel concedere prestiti.

Per quanto importanti e utili, queste misure non dovrebbero cambiare in maniera sostanziale le prospettive di crescita di lungo periodo, poiché il ritmo attuale di sviluppo del credito è ancora determinato, in larga misura, dalle quote dei prestiti. In pratica, il punto è che il Governo decide quanto possono prestare le banche a controllo statale. E’ importante tenerlo a mente, specialmente a seguito dell’esplosione del debito vista negli ultimi cinque anni. Le autorità cinesi fanno certamente bene a esprimere i propri timori al riguardo. Infatti, sebbene la crescita del credito stia diminuendo, è ancora più sostenuta rispetto alla crescita del PIL nominale, al punto che il livello totale del debito continua ad aumentare. Ecco perché gli interventi di allentamento della PBoC resteranno comunque contenuti, in futuro.

Più di sei anni dopo l’inizio della Grande Recessione, l’attività economica in Cina continua a rallentare gradualmente. Nonostante il supporto proveniente dal calo dei prezzi del petrolio e dalle condizioni monetarie meno rigide, ci aspettiamo comunque un’ulteriore decelerazione della crescita quest’anno. Mentre i consumi delle famiglie resistono molto bene, la crescita degli investimenti è già diminuita in modo significativo. Ciò è coerente con le intenzioni ben evidenti della leadership, volte a riequilibrare l’economia. L’inflazione, intanto, è rimasta per ormai quasi tre anni ben al di sotto del target del 3,5%, dando spazio a un ulteriore allentamento della politica monetaria. E’ probabile che nel 2015 vedremo più misure di allentamento. Tuttavia, salvo uno scenario di atterraggio brusco, il margine di manovra rimane limitato, poiché permangono i rischi derivanti da una rapida crescita del credito. Da qui l’importanza di non mettere le misure di stimolo di questa settimana e quelle future sullo stesso piano delle strategie aggressive già adottate dalla maggior parte delle banche centrali nel mondo sviluppato.