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Barbaterre, biocantina dalla qualità sartoriale

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Barbaterre, biocantina dalla qualità sartoriale

Nel cuore delle Terre Matildiche, che la contessa Matilde di Canossa governava tra XI e XII secolo, tra castelli, pievi e borghi d’altri tempi, sorge Barbaterre, biocantina di Canossa.

Qui la produzione biologica si accompagna all’impegno per un rapporto naturale con l’ambiente già a partire dalle attività in cantina.

Barbaterre aderisce inoltre a FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, a garanzia della qualità dei propri prodotti nei confronti del consumatore: il vignaiolo FIVI è colui che coltiva le sue vigne e che imbottiglia il proprio vino curandolo personalmente, per una produzione che a Barbaterre è di nicchia, ricercata e “sartoriale”.

L’azienda

Barbaterre nasce nel 2002 nell’area collinare tra Parma e Reggio Emilia, a Bergonzano di Quattro Castella, per iniziativa del pubblicitario Massimiliano Bedogni. Fin dalle origini l’intento dell’azienda è stata la produzione di vini biologici con vitigni insoliti in questi luoghi, che hanno tuttavia saputo integrarsi con il territorio e con l’ambiente circostante.

Biologici per natura

Barbaterre è “biologica per natura”: ogni azione compiuta in vigna prima, in cantina poi si pone come obiettivo la salvaguardia del carattere autentico delle uve nel rispetto delle vigne e del ciclo vegetativo delle piante. Punto di arrivo è la creazione di un rapporto virtuoso con i vigneti, l’ambiente circostante la cantina e i vini.

L’impronta sostenibile si declina nella produzione biologica e certificata ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale), nelle pratiche ecosostenibili utilizzate in cantina e nell’appartenenza alla FIVI: fattori che confermano l’impegno concreto e quotidiano di Barbaterre nelle produzione di vini sostenibili per l’ambiente e per il consumatore finale.

I vigneti

Il terreno su cui sorgono i vigneti di Barbaterre ha una composizione limosa, mediamente argillosa e minerale, che garantisce una buona fertilità attraverso le tecniche di coltivazione biologica.

La conformazione del territorio circostante, ricca di profondi solchi nel terreno per effetto del dilavamento delle acque su rocce argillose, i calanchi, crea piccole valli che contribuiscono a un microclima e a una ventilazione naturale.

Il parco vitato dell’azienda si compone di circa 10 ettari che si collocano tra i 330 e i 450 metri di altitudine: i primi vigneti risalgono al 2000, mentre l’ultimo è stato piantato nel 2006.

A Barbaterre si coltivano i vitigni autoctoni tradizionalmente presenti sul territorio: lambrusco grasparossa e salamino, malbo gentile e marzemino dell’Emilia. Ma grande risalto è dato anche a vitigni internazionali, inusuali ma eccellenti interpreti di questo terroir: pinot nero, cabernet sauvignon e sauvignon blanc.

L’uliveto

Nell’uliveto, accanto all’edificio principale della sede aziendale, Barbaterre coltiva le varietà Leccino, Casaliva, Maurino, Pendolino e Urano, per una superficie totale di 1,67 ettari. Laproduzione si attesta intorno a 700 litri di olio all’anno.

 

barbaterre.it

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