Bce, al via gli acquisti di corporate bond

L’istituto farà partire oggi il programma di acquisto di corporate bond annunciato lo scorso marzo

Le dimensioni dell’operazione –e il dibattito che ne è scaturito in questi mesi-, rendono opportuno un breve approfondimento relativo ai dettagli del piano.

Il programma è noto con l’acronimo CSSP (Corporate Sector Purchase Programe). Gli acquisti faranno parte dell’attuale Quantitative Easing, al quale l’istituto sta destinando 80.000 mln di euro mensili. Per il momento, l’autorità monetaria non ha stabilito quante risorse saranno indirizzate all’acquisto di obbligazioni societarie. Gli esperti ipotizzano che a questo tipo di acquisti verranno dedicati tra i 5.000 mln e i 10.000 mln di euro al mese.

In questa prima fase, la Bce comprerà bond già emessi facenti capo a società europee e denominati in valuta unica con scadenze comprese tra i sei mesi e trenta anni. L’istituzione potrà acquistare al massimo il 70% del volume complessivo di ogni titolo emesso. I bond oggetto dell’interesse da parte della Bce dovranno essere provvisti di un rating investment grade.

Nell’ipotesi in cui la società emittente perda il rating ‘investment grade’ dopo l’acquisto effettuato dalla Bce, l’istituto diretto da Mario Draghi non sarà obbligato a disfarsi delle obbligazioni di quella società.

La Bce potrà acquistare bond con rendimento negativo, sempre che tale rendimento non sia più basso di quello pagato dalle banche per detenere liquidità presso la Bce (attualmente il tasso è -0,40%). La Bce pubblicherà ogni settimana i bond oggetto di acquisto e i volumi destinati a questo piano.

Secondo tutti gli esperti, la Francia potrebbe essere il primo beneficiario del piano con il 30% dei volumi destinati alle emissioni delle società di questo paese. La ragione? E’ il paese con il maggior numero di corporate bond che rispettano i requisiti di affidabilità creditizia e scadenze fissate dalla Bce.

Gli analisti stimano che al ritmo di acquisti previsto dal Qe europeo, la dimensione degli asset in seno alla Bce supererà quella della Fed all’inizio del prossimo anno. Alla fine del 2016, l’insieme degli asset detenuti dalla Bce raggiungeranno una cifra equivalente al 33% del Pil dell’eurozona.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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