Bce, deludono dati inflazione, cosa succede oggi?

Draghi potrebbe concentrarsi su aspetti tecnici relativi ai reinvestimenti del portafoglio della Banca centrale

I commenti di Mirabaud e Columbia Threadneedle in vista dell’incontro della Bce

 

mirabaud

Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am, commenta: “Non ci aspettiamo nessun annuncio rilevante di politica monetaria nel corso del meeting della Bce previsto per oggi. Il presidente, Mario Draghi, probabilmente si concentrerà più su aspetti tecnici relativi ai reinvestimenti del portafoglio della Bce, compresa una possibile ricalibrazione dei criteri di capital key dei singoli Paesi utilizzati per l’acquisto di bond. Gli ultimi dati sull’inflazione sono certamente deludenti sotto questo aspetto, con l’inflazione core che resta sotto l’1% nel confronto su base annuale – durante i dieci mesi precedenti, l’inflazione core media si è attestata all’1,3%. A differenza degli Stati Uniti, non ci aspettiamo che dalla crescita delle retribuzioni emergano pressioni sui prezzi, poiché il ciclo di ripresa dell’Eurozona è ancora in ritardo rispetto agli Stati Uniti. Nonostante la minore disoccupazione, la crescita dei salari nell’Eurozona resta modesta e continuiamo a ritenere che è improbabile la Bce cambi gli attuali tassi di riferimento prima del terzo trimestre del prossimo anno”.

 

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Adrian Hilton, gestore obbligazionario di Columbia Threadneedle Investments, è sulla linea di Jung: “È improbabile che la riunione della Bce sia una delle più cruciali dell’anno, ma dovrebbe fornire degli spunti utili per comprendere l’evoluzione dei rischi nelle prospettive economiche della Banca Centrale”, commenta Hilton. “Ci sono nubi all’orizzonte: l‘attività quest’anno – soprattutto quando dipendente dalla domanda estera – è stata deludente, mentre l’inflazione core ha faticato a superare l’1%. Nel frattempo, le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina continuano ad aumentare e l’allargamento degli spread dei titoli italiani (rispetto ai rendimenti “core”) presenta un rischio di contagio per le banche nazionali e anche più in generale. Siamo in attesa di vedere se la Bce rimane fiduciosa abbastanza da continuare a descrivere i rischi per la crescita come “equilibrati”. Il Consiglio Direttivo potrebbe fornire ulteriori dettagli sui suoi piani per reinvestire i proventi delle attività in scadenza acquistate nell’ambito del quantitative easing”

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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