Bce, estensione programma Qe a dicembre ma impatto limitato sul mercato

Le principali banche centrali sono ancora sotto i riflettori. Quali saranno le prossime mosse di Fed, Bce e BoJ nel breve-medio periodo? L’inchiesta di Fondi&Sicav si apre con l’intervento di Steven Bell, capo economista di BMO Global Asset Management

 

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Gli occhi del mercato restano puntati sulle banche centrali. Credete che le aspettative di normalizzazione dei tassi Usa siano eccessive? Quanto potrebbe pesare l’esito delle elezioni presidenziali sulle scelte della Yellen?

La Fed e il Fomc (Federal Open Market Committee) sono politicamente indipendenti, ma non politicamente disinteressati. Con il prossimo meeting che si terrà a meno di una settimana dalle elezioni presidenziali, è improbabile che il Fomc alimenti controversie con un rialzo dei tassi specialmente alla luce delle ripetute affermazioni di Donald Trump secondo cui l’attuale presidente ha in pugno i membri del comitato .

È più sensato aspettare fino al prossimo meeting di dicembre, per il quale il mercato ha già diligentemente prezzato il rialzo con una probabilità del 60%. Ma poiché il mercato si aspetta solo rialzi modesti, è necessario attendere fino a marzo 2019 prima di vedere un secondo rialzo dei tassi propriamente prezzato – un periodo di tempo decisamente troppo lungo a mio avviso.

La disoccupazione negli Usa è inferiore al 5% e ciò sta cominciando a tradursi in salari più alti e in aumento dell’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo, al netto degli alimentari e dei beni energetici per via dell’elevata volatilità, ha accelerato gradualmente da inizio 2015 ed è ora superiore al 2,3% anno su anno, più in alto rispetto al target ufficiale del Fomc pari al 2%. E tutto ciò nonostante l’effetto contrastante di un dollaro forte, ora in calo. Infatti, i prezzi delle importazioni al netto dei petroliferi sono cresciuti da marzo. Mi aspetto che il Fomc operi due rialzi dei tassi nel 2017, un percorso cauto di restringimento ma superiore a quanto si attende il mercato.

Il mercato si aspetta un’estensione del Qe della Bce a dicembre. Quali asset class in Europa potrebbero trarre beneficio da tale provvedimento?

La Bce è quasi certa di estendere il proprio programma di Qe a dicembre. Non ci sono ancora i dettagli, ma a meno che non facciano qualcosa di radicale e inaspettato, l’impatto sul mercato sarà verosimilmente limitato. Qualora dovessero abbandonare o diluire la sottoscrizione del capitale, che controlla la distribuzione degli acquisti, le obbligazioni italiane ne beneficerebbero particolarmente. Al contrario, un restringimento o l’abolizione del livello minimo di deposito faciliterebbe maggiore acquisti di bond tedeschi e i bond italiani vedrebbero un qualche indebolimento. La decisione degli italiani del 4 dicembre è probabilmente più importante di quanto deciderà una settimana dopo la Bce.

La Banca del Giappone sembra avviarsi verso una stabilizzazione della sua politica accomodante. Quali i potenziali effetti su yen e Borsa di Tokio?

La Banca centrale del Giappone ha raggiunto i limiti della politica monetaria: hanno il programma di Qe più aggressivo di qualunque altra banca centrale e hanno spinto i tassi a breve fortemente sotto lo zero. L’ultimo annuncio di politica monetaria mira a un rendimento implicito del decennale pari a zero per adeguarsi a ogni allentamento fiscale dal governo. È uno di quei casi in cui la palla passa al ministro delle Finanze, una mossa che potrà certamente essere ripetuta in altri paesi. Se le autorità giapponesi allenteranno per davvero le politiche fiscali, mi aspetterei un calo dello yen e un rally del Nikkei. Ma diversamente dai primi giorni dell’Abenomics, questo sarà difficilmente un evento rivoluzionario.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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