BCE, gli effetti del QE passeranno dal tasso di cambio

Il commento sulla BCE a cura di David Basola, Responsabile per l’Italia di Mirabaud AM

La Banca centrale europea ha annunciato un programma di allentamento quantitativo (QE), compiendo una mossa aggressiva. Tale piano resterà in campo fin quando il tasso di inflazione non sarà su un percorso coerente con il target dell’Eurotower, sotto ma vicino al 2%. L’Istituto di Francoforte ha dunque svelato un piano di acquisto di titoli di Stato senza scadenza, con il quale si impegna ad acquistare asset a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese, fino almeno a settembre 2016, a seconda dell’outlook per l’inflazione.

I due fattori positivi – il volume e il fatto che gli acquisti di asset non abbiano scadenza – sono predominanti rispetto al difficile tema della condivisione del rischio. Attualmente, l’accordo raggiunto prevede che quasi la totalità del rischio di default (80%) legato agli acquisti di titoli di Stato sia in capo alle Banche centrali nazionali, mentre solo il 20% è messo in comune. Intanto, numerosi ostacoli alla crescita dell’Eurozona stanno lentamente svanendo. Il calo dei prezzi dell’energia è un grande supporto, così come sono fattori positivi la diminuzione del peso legato al tasso di cambio, la ripresa della fiducia (come dimostrato dai recenti indici PMI), l’allentamento della stretta fiscale e il miglioramento dei prestiti bancari.

Il QE della Banca centrale europea dovrebbe andare ad aggiungersi a tutti questi elementi, tramite numerosi canali, anche se quello principale è costituito dal più debole tasso di cambio dell’euro.