Bce, le attese sul prolungamento del Qe sono eccessive

Le principali banche centrali sono ancora sotto i riflettori. Quali saranno le prossime mosse di Fed e Bce nel breve-medio periodo? Le risposte all’inchiesta di Fondi&Sicav di Emmanuel Kragen, gestore del fondo Echiquier Global Allocation, La Financière de l’Echiquier

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Gli occhi del mercato restano puntati sulle banche centrali. Credete che le aspettative di normalizzazione dei tassi Usa siano eccessive? Quanto potrebbe pesare l’esito delle elezioni presidenziali sulle scelte della Yellen?

Le previsioni sull’irrigidimento della politica monetaria Usa sono troppo compiacenti. Noi ci aspettiamo un rialzo nel mese di dicembre e almeno un altro nel 2017. In passato la Fed ha dichiarato che avrebbe incrementato i tassi prima della fine dell’anno e che dovremmo aspettarcene altri due nel 2017. Tuttavia i mercati attualmente stimano che le probabilità di un rialzo prima della fine del 2016 siano pari soltanto al 65% e il primo rialzo è prezzato completamente soltanto per il 2018. Queste probabilità sono troppo basse e il mercato potrebbe quindi restare sorpreso. A nostro avviso, quindi, vista la crescita di salari e inflazione negli Usa, la Fed potrebbe decidere di non alzare i tassi solo in caso di forte stress – come ad esempio una crisi bancaria sistemica (che riteniamo poco probabile).
Crediamo che nemmeno la possibile elezione di Donald Trump, pur essendo una cattiva notizia per i mercati, possa evitare un rialzo dei tassi Fed.

Il mercato si aspetta un’estensione del Qe della Bce a dicembre. Quali asset class in Europa potrebbero trarre beneficio da tale provvedimento?

Le attese sul prolungamento del Qe da parte della Bce sono eccessive. Mario Draghi è riluttante a proseguire con la riduzione dei tassi di interesse e con l’estensione del Qe. E il fatto che il prolungamento del Qe non fosse in agenda durante l’ultima riunione della Bce è un segnale negativo.
A nostro avviso, a meno di un evento catastrofico, la Bce dovrebbe annunciare un tapering in dicembre o in marzo: a partire dal marzo del 2017 la Bce dovrebbe ridurre gradualmente il programma di acquisto mensile di bond fino a chiuderlo del tutto alla fine del 2017 o all’inizio del 2018. Con una simile misura i tassi di lungo termine dovrebbero iniziare a crescere. Pertanto, sui mercati azionari, i titoli value e i finanziari potrebbero beneficiare di un irripidimento della curva dei rendimenti.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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