Bce, sei anni dopo il ‘Whatever it takes’

Non sono attese novità dalla riunione della Bce di oggi. Vale la pena ricordare gli effetti dell’annuncio fatto da Draghi nel 2012

Sei anni fa l’eurozona sperimentava una crisi cardiorespiratoria a causa della crisi del debito che colpì in modo severo la Spagna e l’Italia. La crisi della Spagna, la quarta economica dell’area, fu talmente grave da mettere in discussione l’esistenza della stessa Unione europea e quella della divisa unica. Fu allora che Mario Draghi, arrivato da non molto tempo alla guida della Bce, dovette tirare fuori dal cilindro la determinazione e il coraggio per provare a rianimare il progetto europeo. Draghi lo fece pronunciando parole lontane dal tono tradizionalmente usato dai banchieri centrali. ‘Farò tutto quello che sarà necessario e credetemi, sarà sufficiente’. Una frase entrata da tempo nella storia.

E fu suffciente. Da quel momento in poi la rilevazione dei dati che fotografano lo stato di salute dei principali indicatori dell’eurozona ha iniziato a rilevare continui miglioramenti. Lo spread dei Bonos spagnoli, che arrivò a superare i 630 punti base –prossimo al livello di insolvenza- caddè in tempi stretti a 560 basis point. Fu solo l’inizio di una discesa che ha riportato l’equilibrio nei differenziali di rendimento interni all’area ( e nella gestione del debito pubblico). Il processo ha interessato direttamente anche i Btp, il cui spread aveva superato i 500 punti base.

Questo cambiamento d’impostazione della Bce ha consentito al mercato di ricevere a partire da marzo 2015 –quando è stato avviato il quantitative easing europeo- 2.550 mln mln di euro attraverso acquisti mensili di titoli governativi e corporate per 60.000 mln di euro.

L’iniezione di liquidità nel sistema ha offerto una serie di benefici per l’eurozona. Tra questi, il più importante è stato l’impatto limitato di un cigno nero del calibro della Brexit, seguito dalle crisi politiche che hanno coinvolto alcuni stati dell’Ue.

Dal punto di vista degli investitori, i benefici si sono visti sia sul versante obbligazionario (con un calo continuo dei rendimenti che ha premiato le quotazioni dei titoli), sia da quello azionario (con l’indice Eurostoxx 50 che ha recuperato il 60% rispetto ai minimi registrati a luglio del 2012. Nello stesso periodo, l’indice Cac della Borsa di Parigi e il Dax di Francoforte hanno messo a segno rivalutazioni superiori al 90%.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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