Bene settore commodity e immobiliare in ottica di ripresa dinamica inflattiva

Negli ultimi tempi si comincia a parlare di lievi segnali di risveglio per l’inflazione. Come sarà lo scenario per i prossimi mesi? Emanuele Bonabello, responsabile Direzione Investimenti e Relazioni Istituzionali di Banca Finnat, risponde all’inchiesta di Fondi&Sicav

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-L’inflazione nei paesi industrializzati sembra un gigante addormentato, tuttavia, da più parti si comincia a ipotizzare una fine del ciclo deflazionista vissuto dall’inizio della crisi post Lehman? Qual è la vostra opinione?

Un mondo caratterizzato da tassi bassissimi negli Stati Uniti e addirittura negativi su molte scadenze dei titoli di stato dei principali paesi sviluppati è la dimostrazione del periodo storico disinflazionistico senza precedenti che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
In questo scenario le banche centrali sono state costrette a intervenire con misure di politica monetaria espansive straordinarie e non convenzionali, quali i programmi di quantitative easing, nel tentativo di sostenere la crescita economica e di alzare il tasso di inflazione al target del 2% annuo.
Oramai negli Usa non siamo lontani da tale valore in quanto le aspettative di inflazione sono risalite intorno all’1,70/1,80% annuo; nell’aerea euro invece siamo ancora ben lontani da tale meta. Idem in Giappone. Ciò in parte è dovuto alla scarsa crescita e al ritardo nell’attuazione di politiche fiscali adeguate da parte dei vari paesi dell’Unione europea e in parte alle distorsioni attribuibili al vincolo che obbliga la Bce a distribuire gli acquisti tra i titoli di Stato dei vari paesi.
Detto ciò riteniamo che le aspettative di inflazione negli Usa siano attualmente piuttosto sottostimate rispetto ai fondamentali mentre in Europa tra qualche tempo potrebbe farsi sentire l’impatto della ripresa dei prezzi dell’energia e gli effetti del Qe.

-Nell’ipotesi di un ritorno della corsa dei prezzi, quale ritenete siano le asset class da preferire per difendersi dai morsi dell’inflazione e puntare a ottenere rendimenti reali positivi?

Chi fosse preoccupato di una ripresa della dinamica inflattiva a causa delle prospettive di crescita negli Usa, della ripresa delle quotazioni del greggio e specialmente in conseguenza delle politiche monetarie ultraespansive attuate dalle banche centrali, potrebbe guardare a commodity e immobiliare o agli investimenti legati all’asset class inflation linked, i cui titoli scontano le aspettative d’inflazione e quindi tendono ad anticiparne il movimento. In tale ottica si orienta per esempio il comparto di sicav New Millennium Inflation linked bond Europe da noi gestito che, con una duration contenuta intorno al 3,5 sta ottenendo ottimi risultati. Il fondo investe prevalentemente su obbligazioni indicizzate all’inflazione europee, ma anche sui Tips americani e commodity.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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