Bene finanziari, tecnologia e healthcare

Paolo Vassalli, co-responsabile European & US Equity Research di Eurizon Capital SGR, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa

EuCapital

Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

Se dovesse verificarsi un significativo storno di Wall Street nel 2017, cosa che riteniamo improbabile, difficilmente i listini europei potrebbero fare meglio. Tuttavia, in un contesto di economie attese in miglioramento, con politiche monetarie ancora complessivamente accomodanti, vi sono le premesse affinché la crescita degli utili in Europa stimata per l’anno corrente venga effettivamente realizzata; questo darebbe sostegno al mercato nel suo complesso, dato che negli ultimi anni le aspettative di crescita degli utili sono state sistematicamente disattese, e potrebbe favorire l’Europa che, rispetto agli Usa, è rimasta molto indietro nel ciclo degli utili. Ulteriori elementi a favore del mercato europeo sono la presenza di un dollaro forte e il fatto che storicamente il vecchio continente ha leva significativa all’andamento del Pil globale. Questo scenario fondamentale dovrà fare comunque i conti con una fitta agenda politica destinata, quantomeno, a creare volatilità.

Quali sono i paesi europei e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Il contesto di miglioramento economico globale e i diminuiti rischi di deflazione, ben evidenziati nel cosiddetto reflation trade iniziato nella seconda parte del 2016 e rafforzatosi dopo le elezioni americane, suggeriscono un’impostazione favorevole ai settori ciclici rispetto ai difensivi, come già sperimentato sui listini negli ultimi mesi. Peraltro, il repentino movimento dei prezzi ha portato alcuni di questi settori ciclici in un’area in cui le valutazioni appaiono relativamente piene, per cui riteniamo che i finanziari, le banche in particolare, rappresentino il settore migliore per puntare sul proseguimento del reflation trade. Il comparto offre ancora valutazioni inferiori alla media storica e può trarre beneficio da un progressivo aumento dei tassi. Anche la tecnologia offre un profilo interessante soprattutto nel software e nei semiconduttori, sostenuti da alcuni trend strutturali e dal ciclo di nuovi prodotti. Infine, l’healthcare può rappresentare una buona opportunità di investimento; dopo un 2016 pesantemente influenzato dal dibattito elettorale Usa, il settore presenta valutazioni particolarmente attrattive in chiave storica, avendo sperimentato un evidente derating nell’ultimo anno.
Alla luce dello scenario delineato, riteniamo che le migliori opportunità di performance si possano trovare nei paesi dell’area euro.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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