Bernardi (B. Generali): «Così rispondiamo all’emergenza Coronavirus e ai bisogni di clienti»

Come si stanno attrezzando le reti per rispondere alla minaccia Coronavirus? Sin dalle prime battute dell’emergenza sanitaria, i professionisti di Banca Generali hanno messo in campo una serie di iniziative per rimanere vicini ai clienti anche in un momento in cui la presenza fisica non è possibile. Telefono e web, certo, ma anche nuovi prodotti in grado di andare incontro ai bisogni della clientela. Ne parliamo con Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali.

Quali sono state le reazioni della vostra clientela?
«La preoccupazione principale dei nostri clienti riguarda ovviamente la sfera sanitaria, mentre gli aspetti legati al patrimonio finanziario restano, per il momento, in secondo piano. I consulenti di Banca Generali sono comunque in contatto con la clientela per sviluppare le migliori strategie di protezione in un contesto delicato anche per i mercati».

Attraverso quali canali vi sta relazionando con i clienti, e con quelli anziani in particolare?
«Siamo molto orgogliosi dello straordinario lavoro che stanno facendo tutta la rete di professionisti di Banca Generali nel dare vicinanza, in un contesto delicato, ai clienti. Certamente telefono ed email sono i canali privilegiati per comunicare, mentre la digital collaboration e lo scambio di contratto via email costituiscono la principale modalità di sottoscrizione dei contratti. I nostri professionisti, quindi, stanno sfruttando tutti gli strumenti a loro disposizione e riescono ad essere vicini ai clienti anche in un momento in cui la presenza fisica non è possibile».

Emergono orientamenti sugli investimenti?
«Dalle nostre evidenze, rileviamo come sull’azionario ci sia la diffusa convinzione da parte di clienti che, terminata l’emergenza, le quotazioni torneranno a salire in un tempo ragionevole. Maggiore preoccupazione la riscontriamo invece per la parte obbligazionaria dei portafogli, dove l’allargamento degli spread ha dato performance molto negative e non attese».

Nuovi prodotti ideati appositamente per questo periodo?
«Come sempre in questi momenti complessi, la ricerca di soluzioni con maggiore potenziale di protezione del capitale, come ad esempio le tradizionali polizze ramo I, è la scelta privilegiata dai clienti. Abbiamo integrato anche la nostra offerta, creando un nuovo prodotto assicurativo di ramo I aperto proprio in occasione dell’emergenza, potenziando i finanziamenti a tasso agevolato e lavorando su tutto il mondo dei certificati che ottimizzano lo strike in base al minimo del bimestre».

Come sta cambiando la gestione della rete?
«Siamo davanti a una situazione straordinaria mai vista prima, ma abbiamo avuto la capacità di reagire con forza e tempismo sviluppando una serie di iniziative che hanno consentito ai nostri colleghi di rimanere al fianco dei clienti anche a distanza. Innanzitutto, abbiamo definito un processo operativo senza presenza fisica che consente l’operatività ai clienti via email e smartphone, integrando quei processi in digital collaboration che già da tempo consentivano ai nostri banker di raccogliere disposizioni a distanza»

E i meeting e gli incontri di formazione che fino hanno fatto?
«Per ora, ci siamo organizzati con una serie di webinar e conference call costanti per affrontare insieme ai nostri professionisti sia le tematiche di mercato sia le iniziative formative che già avevamo in programma».

Che impatto avrà questa situazione sui target annuali della banca?
«Al momento, nonostante la difficile situazione, la raccolta dei colleghi della struttura esistente sembra tenere. Sicuramente nei prossimi mesi ci aspettiamo un forte rallentamento nel recruiting e nella raccolta del risparmio gestito che, tuttavia, potrebbe riprendersi e forse anche recuperare quando l’emergenza sanitaria sarà passata. In ogni caso, sarà proprio la durata di questa emergenza a determinare la possibilità di recupero rispetto ai target annuali stabiliti».

Advertisement