Big Tree Capital: “Consigliamo di aumentare l’esposizione ai mercati emergenti”

Kevin Carter, Ceo di Big Tree Capital, risponde alle domande di Fondi&Sicav sull’azionario emergente

Kevin Carter, Ceo di Big Tree Capital

Nel decennio appena conclusosi, gli indici azionari composti dall’universo dei paesi emergenti non sono stati in grado di seguire il trend rialzista delle principali Borse delle aree sviluppate. Quali sono, a vostro giudizio, le ragioni alla base della sottoperformance?

Per la maggior parte degli investitori, l’arrivo sui mercati emergenti è stato relativamente limitato dato lo scarso numero di aziende quotate all’epoca in Borsa e la pesante concentrazione sulle materie prime, i titoli finanziari e gli energetici. L’esposizione tipica prevedeva l’uso di indici ad ampio spettro. Si può naturalmente essere trattato di una scelta consapevole ma i risultati in termini di performance sono stati descritti da molti come il decennio perduto nell’investimento sui mercati emergenti.

Una caratteristica particolarmente problematica degli indici sui mercati emergenti ad ampio spettro è infatti la presenza di società a partecipazione statale. La loro inclusione negli indici può incidere negativamente sul rendimento dell’investimento dato che sono società note per livelli di efficienza operativa più bassi, una corporate governance debole e corruzione. Dal momento che generare un profitto può non essere parte della loro mission, possono non essere rappresentative delle nuove aziende imprenditoriali che stanno trasformando le economie dei Paesi emergenti.

L’ETF Emerging Markets Internet & Ecommerce (EMQQ) lanciato a ottobre 2018 affronta questo possibile impatto negativo escludendo dal portafoglio tutte le società partecipate dallo Stato. In questo modo riteniamo che il fondo rifletta maggiormente il potenziale di crescita catturabile quando si guarda a un investimento nei mercati emergenti.

Attualmente sta crescendo il numero di esperti che inserisce l’equity emergente tra le asset class favorite per il 2020. Concordate o no con questa view? Per quali ragioni?

Sono d’accordo e lo sono per un’ovvia ragione e una storia macro ben documentata. I mercati emergenti sono e saranno tutto per il consumatore e l’ascesa della classe media nel prossimo futuro. Ricordo quanto scritto da McKinsey nell’agosto 2012: “Entro il 2025 il consumo annuale nei mercati emergenti raggiungerà i 30 mila miliardi di dollari, la più grande opportunità di crescita nella storia del capitalismo”.

Mi trovo anche concorde che i gestori dovrebbero preferire i mercati emergenti o almeno aumentare la loro esposizione a questa asset class. Tuttavia, sono fermamente convinto che ci sia un modo giusto e uno no di prendere esposizione. Visto che gli indici ad ampio spettro includono una parte importante delle aziende a partecipazione statale (circa il 30% in molti degli indici più comuni), ci attendiamo che gli investitori preferiscano un’esposizione più concentrata ai giovani comparti imprenditoriali del mercato, in particolare l’e-commerce e la rapida digitalizzazione di queste economie in sviluppo. Proprio come i modelli di consumo del mondo sviluppato si sono trasformati e passati online, così questo accade nei mercati emergenti su scala più ampia e a un tasso molto più veloce. E, cosa più importante, questa transizione fondamentale nell’influenza economica globale è ancora soltanto agli inizi.

 

Kevin Carter ha ideato Emerging Markets Internet and ECommerce UCITS ETF (EMQQ) distribuito da HANetf che intende beneficiare dei consumi online nei mercati emergenti, in particolare in Cina.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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