Bisogna saper scegliere

Steven Logan, head of european high yield Aberdeen Asset Management, spiega alcuni punti fermi del proprio approccio all’investimento negli high yield europei, anche questa intervista verrà pubblicata nella sua interezza nel numero di maggio di Fondi&Sicav.

 

Come investite su questo mercato?

La chiave del nostro processo di investimento è incentrata sui fondamentali creditizi allo scopo di evitare i default. Per raggiungere tale scopo impieghiamo un team di 10 persone, incluso un avvocato, interamente dedicato all’asset class degli high yield europei. Il nostro scopo è quello di concentrarci su aziende dai fondamentali solidi, a cui si aggiunge un approccio sul medio e lungo periodo di tipo buy and hold. In questa maniera permettiamo alle aziende da noi scelte di esprimere il proprio potenziale. Inoltre il nostro portafogli è così costruito sulla base di convinzioni della bontà di investimento e non sui pesi all’interno di un benchmark, con però abbastanza diversificazione per limitare l’impatto di un eventuale default.

Infine per noi è fondamentale anche incontrare regolarmente il management delle aziende e a questo riguardo preferiamo concentrarci su team che hanno una lunga esperienza di navigazione attraverso interi cicli di business.

 

Che cosa vi aspettate nei prossimi mesi?

Ci aspettiamo che la volatilità in media quest’anno aumenti, finora però gli high yield europei hanno dimostrato di essere una asset class dalla scarsa volatilità in un ambiente caratterizzato da un livello basso di default. Infatti se paragoniamo la volatilità di questo mercato con quella, ad esempio, dei titoli di stato o dell’azionario, il quadro che ne emerge è estremamente favorevole per questa tipologia di obbligazioni. Riteniamo infatti che gli spread pagati compensino abbondantemente il rischio.

 

Che opinione avete delle emissioni bancarie?

Attualmente circa il 3,5% del nostro portafoglio è investito in subordinate bancarie tier 1, una posizione di forte underweight, destinata a rimanere tale nella situazione attuale. Usiamo infatti questi strumenti per aumentare e diminuire il beta del nostro fondo, attualmente peraltro piuttosto contenuto rispetto al mercato in generale. Compriamo peraltro solamente Coco emessi da banche definibili come “campioni nazionali”, quali ad esempio Lloyds, Kbc, Ubs e Hsbc.

Boris Secciani
Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.
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