BlackRock: “Bond governativi emergenti positivi in contesto reflazione”

Sergio Trigo Paz, head Emerging Debt di BlackRock, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sul debito governativo emergente

 
Gli EM bond in valuta forte, in valuta locale e societari hanno generato rendimenti totali praticamente identici nel 2016. In quali bond governativi – in valuta locale e in valuta forte – emessi dai paesi emergenti ritenete sia possibile trovare del valore in uno scenario internazionale in cui le scelte politiche nei paesi industrializzati potrebbero avere impatti considerevoli sull’andamento del mercato valutario?

Crediamo che il debito dei mercati emergenti rimanga posizionato per sovraperformare nel contesto mondiale odierno e ricevere i flussi degli investitori che si allontanano dalle asset class di reddito fisso a basso rendimento, dove la normalizzazione della politica monetaria mette a repentaglio la possibilità di generare rendimenti positivi.
Il debito emergente rappresenta una classe di attivo diversificata e le politiche monetarie e i trend politici correnti dei mercati sviluppati enfatizzano ulteriormente la dispersione. Gli investitori dovranno rimanere flessibili e “agili”, in quanto gli eventi che si produrranno nei mercati sviluppati continueranno presumibilmente a creare situazioni che necessiteranno una gestione attiva sia delle esposizioni sia delle coperture.

Per realizzare rendimenti stabili, quest’anno preferiamo i produttori di materie prime ad alto rendimento agli esportatori di manufatti a basso rendimento. Al contempo, la gestione attiva della duration e delle valute resta essenziale per evitare la volatilità e i drawdown continuando a realizzare il carry del debito emergente.

Quanto rischiosa per i bond governativi emergenti potrebbe rivelarsi la normalizzazione dei tassi voluta dalla Federal Reserve?

Crediamo che questa classe di attivo possa riportare buoni risultati in un contesto di reflazione, a patto che i fondamentali restino solidi. Se l’incremento dei tassi sarà il risultato di un’intensificazione della crescita mondiale e del rafforzamento dei prezzi delle commodity, gli spread del debito emergente probabilmente si ridurranno e compenseranno l’effetto negativo generato dal rialzo dei tassi Usa. Questo resta il nostro scenario previsionale per il 2017.

A vostro giudizio, quali altri rischi possono condizionare l’asset class nel 2017?

Monitoriamo alcuni rischi di breve termine. Innanzitutto, la possibilità che vengano applicate tariffe commerciali dirette negli Usa, soprattutto se la proposta della c.d. “imposta di aggiustamento alla frontiera” perde consensi in Congresso.

In secondo luogo, le elezioni in Francia potrebbero causare nuovi timori in merito alla stabilità dell’Eurozona e minare la propensione al rischio che attualmente prevale sui mercati.
Consigliamo agli investitori di non assumere rischi eccessivi sulle situazioni dall’esito potenzialmente duplice. Crediamo che le strategie total return unconstrained dotate degli strumenti necessari a gestire la volatilità, come BSF Emerging Markets Flexi Dynamic Bond, siano la soluzione migliore per cogliere le opportunità che l‘asset class ha da offrire.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement