Bnl Bnp Paribas, l’evoluzione dei family banker

Per le società è utilissimo stimolare un processo di cambio generazionale ed è sempre più frequente che ciò accada.

Molti dei manager che hanno risposto alle domande di questa inchiesta hanno posto l’accento sul fatto che proprio negli ultimi due anni c’è stato un ricambio generazionale molto più forte, rispetto al passato.

Inoltre, uno dei problemi maggiori per le società di distribuzione di prodotti finanziari è proprio il costante invecchiamento dei professionisti. I giovani sono ancora restii a entrare in un mondo in cui indubbiamente non è sempre facile affermarsi. E pochi di loro hanno la percezione della crescente importanza e centralità del ruolo di consulente finanziario. Chiaramente i ragazzi che hanno vissuto in famiglia questo processo di crescita culturale e sociale sono i più idonei a portarlo avanti.

Paolo Cecconello, responsabile commerciale e sviluppo rete di Bnl Bnp Paribas, fa notare che l’inserimento dei figli non avviene più in prossimità della pensione del genitore, ma sempre più spesso è un affiancamento che nasce molto prima. «Nonostante la nostra sia una rete relativamente giovane, essendo nata solo otto anni fa, questo è un tema molto ben presente tra i nostri life banker; non solo tra chi è vicino al pensionamento, ma anche tra chi vuole costruire un futuro professionale ai propri figli attraverso l’apprendimento di un mestiere che necessita di tanta esperienza e conoscenza, sia tecnica, sia relazionale. Le nuove sfide del mercato del lavoro e la sempre maggiore affermazione in termini di visibilità e prestigio, che la professione del consulente ha acquisito negli ultimi anni, hanno fatto crescere la consapevolezza e l’ambizione di molti giovani verso un mondo professionale forse non troppo considerato in passato ad appannaggio di altri percorsi che oggi vivono certamente maggiori complessità.  Al nostro interno, abbiamo già avuto qualche passaggio vero e proprio da parte di ex consulenti finanziari che hanno cessato l’attività, ma sono soprattutto coloro che si preparano per tempo e iniziano con largo anticipo a lavorare sul passaggio generazionale della propria impresa i principali attori di questo fenomeno».

Paolo Cecconello aggiunge: «La formazione è fondamentale non solo perché stiamo parlando di neofiti, che quindi, più di altri, hanno questa necessità per definizione, ma è l’evoluzione stessa della professione che richiede una formazione diversa e più ampia rispetto al passato, competenze specifiche che sono ancora poco sviluppate, oltre a un approccio al lavoro in continuo cambiamento: pensiamo alla tecnologia. Il tutto è all’interno di un contesto nel quale il vissuto esperienziale e professionale sul campo continua ad avere un ruolo chiave e può e deve essere trasferito dai propri genitori. Il nostro compito, quindi, deve essere di non lasciare alla libera iniziativa della singola impresa familiare l’apprendimento dell’attività, ma accompagnare passo passo il neo consulente, seguendolo in tutto il percorso di crescita, dalla formazione di base propedeutica al superamento dell’esame, sino ad arrivare a una completa conoscenza della consulenza patrimoniale a 360 gradi. Se tutto ciò viene realizzato, ecco che il passaggio di consegne può compiersi con gradualità, con un programma a tappe ben definito e senza criticità particolari: il fattore tempo è necessario e indispensabile per una completa maturazione in termini di professionalità e di esperienza».