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Luca Iandimarino, Bnl-Bnp Paribas Life Banker: «Liquidità, un asset da valorizzare»

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Luca Iandimarino, Bnl-Bnp Paribas Life Banker: «Liquidità, un asset da valorizzare»

Per Bnl-Bnp Paribas Life Banker convincere i clienti a passare dal conto corrente a investimenti remunerativi è possibile: basta fare le proposte giuste

Il fatto che gli italiani abbiano 1800 miliardi di euro nei conti correnti è un argomento che sta coinvolgendo tutte le reti. «I clienti pensano che il conto corrente possa rappresentare un “porto sicuro”». È questo l’incipit di Luca Iandimarino, responsabile advisory commercial banking e reti agenti di Bnl-Bnp Paribas Life Banker. «In realtà prima di tutto è un costo a partire dalla tassazione sui conti.  Secondo, anche se non immediatamente visibile, bisogna tenere conto dell’inflazione. Negli ultimi anni è rimasta molto bassa, tuttavia non va dimenticato che l’obiettivo della Bce è portarla intorno al 2%. Di fatto, lasciando il capitale sul conto, si va incontro alla perdita del potere di acquisto. Basti pensare che nel 2018 l’inflazione ha avuto un impatto di 10 miliardi di euro sui depositi. Inoltre lasciando la liquidità sui conti si perdono le opportunità che si creano sui mercati».

Qual è quindi la vostra proposta a un cliente che chiaramente è impaurito?

«La liquidità deve essere sempre più un asset da valorizzare e sfruttare. Con i cosiddetti beni rifugio sempre meno redditizi, avere una quota di portafoglio esposta all’azionario è diventata una strada obbligata per tanti investitori (Tina). Servono tuttavia conoscenze e competenze specifiche per evitare opzioni avventate. Da qui l’importanza dei servizi di consulenza finanziaria che aiutano l’investitore a diversificare i propri investimenti tra asset difensivi e investimenti capaci di aggiungere rendimento».

 

Quali sono i temi che possono spingere un investitore a lasciare il tranquillo conto corrente?

«Nei portafogli di investimento entrano sempre più spesso grandi temi legati al futuro e nuove tendenze. Tra questi le questioni ambientali, la robotica, le tecnologie dirompenti, il cambiamento degli stili di vita. Tematiche che potrebbero avviare nuovi cicli e fare emergere nuove aziende. Da qui l’importanza di avere un advisory dedicato che aiuti i consulenti a selezionare le opportunità e i temi finanziari muovendosi con la giusta tempistica».

 

Ma è una scelta che viene accettata dal cliente?

«Lo dimostra il VI Rapporto Consob “Report on financial investments of Italian households” (Rapporto sulle scelte d’investimento delle famiglie italiane), presentato a dicembre 2020. Chi investe i propri risparmi con la guida di un consulente tende a lasciare una quota meno importante del proprio patrimonio in liquidità. Un buon servizio di advisory va inoltre a eliminare i conflitti d’interesse, allineando gli obiettivi del cliente con quelli dell’intermediario. L’investitore, attraverso un servizio di consulenza così strutturato, ottiene un monitoraggio e il controllo continuo. Tutto ciò gli permetterà di mantenere sempre alti standard qualitativi del proprio investimento, massimizzando le probabilità di raggiungere i propri obiettivi finanziari».

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