Con la sua attuale strategia la BoJ punta a indebolire lo yen

Le principali banche centrali sono ancora sotto i riflettori. Quali saranno le prossime mosse di Fed, Bce e BoJ nel breve-medio periodo? L’intervento di Christian Zima, gestore Rates & FX di Raiffeisen Capital Management, all’inchiesta di Fondi&Sicav

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Gli occhi del mercato restano puntati sulle banche centrali. Credete che le aspettative di normalizzazione dei tassi Usa siano eccessive? Quanto potrebbe pesare l’esito delle elezioni presidenziali sulle scelte della Yellen?

Oggi i mercati si aspettano un inasprimento della politica monetaria Usa minore di quanto previsto dalla stessa Fed. Questo vale per il breve, il medio e il lungo termine. Detto questo le aspettative del mercato sulla normalizzazione dei tassi non sembrano poi così eccessive. L’esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti rappresenta certamente un’incognita per la Fed, dato che potrebbe dover affrontare le reazioni negative o positive dei mercati finanziari (maggiore o minore avversione al rischio, Usd forte/debole).
A parte questo, la politica fiscale potrebbe essere molto diversa dal prossimo anno in relazione a chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca. Ad esempio, un allentamento fiscale più pronunciato, come proposto da Donald Trump (prevalentemente tagli fiscali) porterebbe a una crescita economica più alta forte ma più squilibrata, che sarebbe finanziata attraverso deficit di bilancio e un debito pubblico più elevati. Un simile scenario potrebbe determinare un inasprimento monetario più aggressivo da parte della Fed.

Il mercato si aspetta un’estensione del Qe della Bce a dicembre. Quali asset class in Europa potrebbero trarre beneficio da tale provvedimento?

Se a dicembre la Bce estendesse il Qe per almeno altri sei mesi (quindi da aprile 2017), l’attuale caccia ai rendimenti proseguirebbe anche nel 2017. Una simile eventualità favorirebbe i titoli di stato periferici e i corporate bond in generale, ad eccezione degli high yield europei.

La Banca del Giappone sembra avviarsi verso una stabilizzazione della sua politica accomodante. Quali i potenziali effetti su yen e Borsa di Tokio?

Con la sua attuale strategia, La Bank of Japan punta a indebolire lo yen, mantenendo al contempo al minimo la pressione proveniente dai bassi rendimenti sul settore bancario. Questo, combinato a un inasprimento molto graduale della politica monetaria Usa, dovrebbe determinare un indebolimento dello yen contro il dollaro Usa (e probabilmente anche altre valute), sostenendo di conseguenza i profitti delle società giapponesi. L’indebolimento della valuta dovrebbe poi favorire un trend positivo anche per il mercato azionario.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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