Borse asiatiche ancora in picchiata

A cura di Rocki Gialanella

Le misure annunciate dal Governo di Pechino per cercare di arginare l’ondata di vendite che ha investito il mercato azionario domestico non sembrano aver prodotto risultati soddisfacenti

A metà sessione la Borsa di Hong Kong e gli altri listini cinesi stanno accusando cali significativi. L’annuncio, fatto ieri dal Governo cinese, che i fondi pensione saranno autorizzati ad investire nei mercati azionari locali fino ad un massimo del 30% del proprio patrimonio, non è servito a riportare la calma. La misura d’urgenza, introdotta in seguito alle forti perdite accusate dai listini azionari del gigante asiatico nel corso dell’ultima settimana, potrebbe innescare flussi in entrata per circa 298.000 mln di euro (stando ai calcoli ufficiali).

A metà della sessione odierna, l’indice generale della principale Borsa del paese, quella di Shanghai, perdeva l’8,45% fino ai 3.211,2 punti. Con questa caduta, l’indice porta in negativo il risultato conseguito da inizio 2015.

Le perdite più pesanti hanno riguardato le società del settore petrolifero a causa della nuova caduta del petrolio sui listini internazionali. PetroChina perdeva il 9%, Sinopec lasciava sul terreno l’8,21%.

Nel secondo listino azionario del paese, quello di Shenzen, caratterizzato da un elevato peso dei titoli tecnologici, le perdite a metà sessione hanno toccato il 7,61%. A Hong Kong, l’indice di riferimento Hang Seng registrava, sempre a metà sessione, un calo del 4,62%. Anche la Borsa di Taipei registrava a metà sessione un forte calo (-7,49%).

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.