Btp, bene parte lunga della curva

Geoffroy Lenoir, head of Euro Sovereign Rates di Aviva Investors, risponde alle domande di Fondi&Sicav su trend e prospettive dei titoli di Stato italiani

Geoffrey Lenoir
Geoffrey Lenoir, Aviva Investors

Quali indicazioni traete dall’attuale situazione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato italiani?

I rendimenti italiani sono stati particolarmente volatili negli ultimi sei mesi. L’alleanza tra M5S e Lega ha sollevato interrogativi sulla traiettoria fiscale del Paese e sul suo rapporto con l’Unione Europea. Questo insieme di fattori ha provocato un forte spostamento verso scadenze a breve e medio termine: la curva dei titoli di Stato italiani è molto ripida tra i due e i dieci anni, relativamente piatta tra i dieci e i 30 anni e più volatile a cinque anni. Questo indica che gli investitori vogliono essere ricompensati in caso di rischio a medio termine.
La Commissione europea e le agenzie di rating osservano con attenzione l’andamento del bilancio italiano perché se la crescita non dovesse essere sufficientemente robusta, potrebbe portare a un incremento del deficit e del rapporto debito/Pil. Sebbene i leader politici abbiano la maggioranza necessaria per sostenere le proprie posizioni, la retorica che si portano dietro M5S e Lega è già ‘prezzata’ nel premio al rischio della curva. Nonostante i meccanismi di protezione ed economie europee più sane, gli investitori ricordano vividamente la crisi del debito sovrano che ha scosso il mercato all’inizio del decennio. Pertanto, la probabilità di default si manifesta nei prezzi degli asset italiani.

In questa fase di mercato, quali sono – per scadenza e tipologia – tra Btp, Btpei, BtpItalia e Cct, i titoli di Stato italiani che presentano il miglior rapporto rischio/rendimento?

L’estremità più a breve della curva è interessante come strategia di buy-and-hold in virtù del fatto che i tassi a breve termine rispecchiano solitamente i tassi di rifinanziamento della Bce.  Il premio è dovuto al rischio default o di ridenominazione, che sembra sovraprezzato per i prossimi 12-18 mesi. La volatilità della parte intermedia della curva rende queste scadenze meno interessanti nelle attuali condizioni di mercato. Come investitori a lungo termine, prediligiamo la parte lunga, relativa ai Btp, che offre rendimenti superiori al 4% con una minore volatilità. Tuttavia, nei prossimi mesi i rendimenti potrebbero spingere verso l’alto. Per la liquidità preferiamo il Btpei o Btpi rispetto al Btp. Infine, il Cct diventerà più interessante quando l’attenzione del mercato si sposterà dai rischi legati all’Italia agli aumenti dei tassi della Bce.

 

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.