BTP interessanti per rapporto rischio/rendimento

Intervista a Massimiliano Marzo, Chief Economist di Riv-Capital e Professore di Economia all’Università di Bologna

 

 

Dopo l’ampliamento dello spread Btp/Bund registrato nelle ultime settimane, come valutate il rapporto rischio/rendimento dei titoli di stato italiani?
Massimiliano Marzo

In termini di mero rapporto rischio/rendimento, i BTP sono sicuramente un titolo interessante, a condizione che il rialzo dei tassi annunciato dalla BCE non si trasformi in una crescita eccessiva della volatilità sul mercato dei rendimenti dei titoli di Stato.

Ciò può essere realizzato se la BCE non interrompe gli acquisti di titoli di Stato emessi dall’Italia. Il quadro economico è mutato rispetto al framework rappresentato dai modelli macroeconomici classici: un rialzo dei tassi eccessivo o non calibrato può rischiare di aumentare la volatilità, creando effetti destabilizzanti.

C’è da chiedersi se il tasso a breve, che è lo strumento principe di gestione della politica monetaria, sia il mezzo giusto per raggiungere gli obiettivi di inflazione. Se la BCE disponesse nel suo bilancio di elevati quantitativi di titoli a lunga scadenza, non necessariamente titoli di stato, potrebbe muovere i tassi più efficacemente senza indurre troppa volatilità sul mercato.

Da ultimo, come autorevolmente rilevato da parecchi economisti, la politica monetaria da sola non è necessariamente in grado di controllare il tasso di inflazione. Ma ciò può essere raggiunto attraverso l’utilizzo della politica fiscale. Per dare efficacia alla politica fiscale, è necessario avviare una riflessione su come gestire la mole di debito pregresso, creato in contesti macroeconomici completamente differenti da quello attuale.

Quali tipologie di titoli di stato italiani ritenete meritevoli di essere inserite in portafoglio in questa fase?

Dipende ovviamente dall’obiettivo di investimento. In generale, con obiettivi di liquidità di breve termine e di pronto utilizzo, i titoli a bassa duration sono preferibili. Se, invece si ha un obiettivo più di lungo termine, è bene privilegiare titoli con scadenze il più lunghe possibile (il BTP a 50 anni, ad esempio): la maggiore convessità permette una maggiore stabilità del valore dell’investimento di fronte a rialzi dei tassi. Da evitare le scadenze intermedie, più esposte a fluttuazioni dei tassi.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.