Btp ora appetibili, ma i rischi non mancano

I rendimenti a scadenza sono interessanti. La volatilità potrebbe continuare. Intervista a Cesaroni Giulia, global macro portfolio manager di Arca Fondi SGR 

Dopo l’ampliamento dello spread Btp/Bund registrato nelle ultime settimane, come valutate il rapporto rischio/rendimento dei titoli di stato italiani?

Il livello dello spread BTP/Bund ha visto un allargamento in linea con le altre asset class rischiose in un contesto di profonda incertezza e rapido mutamento, quale quello che stiamo osservando. Il più recente movimento risulta essere legato al deterioramento dello scenario macroeconomico dell’Area Euro e alla decisione della BCE di alzare maggiormente i tassi nel corso dell’anno.

In generale, la politica restrittiva della Banca Centrale per il contenimento dell’inflazione con tassi più elevati e la fine del programma di acquisto hanno comportato un allargamento del differenziale italiano, che risulta fisiologico. Ma il livello dello spread sta ancora beneficiando delle decisioni della BCE in merito alla flessibilità degli strumenti in suo possesso e l’attivazione di un nuovo strumento di cosiddetta anti-frammentazione del mercato.

Ciò detto però, ci sono rischi negativi per lo spread BTP/bund, quali il peggioramento delle stime di crescita a livello dell’Euro Area, la riduzione delle forniture di gas dalla Russia, ulteriori ripercussioni della guerra, rinnovate pressioni inflazionistiche e una contrazione delle condizioni finanziarie.

Il differenziale italiano è quindi valutato con cautela in quanto nel breve termine eventuali modifiche della politica monetaria più aggressiva, potrebbero segnare ulteriori movimenti rialzisti. Nel medio termine invece l’Italia si troverà ad affrontare le elezioni e un possibile cambio di governo, che avranno impatto sulla valutazione della implementazione e sostenibilità delle riforme, in primis quelle relative al PNRR.

C’è da sottolineare comunque che la BCE è stata chiara nella volontà di difendere la trasmissione della politica monetaria e nel combattere la frammentazione; restano da vedere i dettagli ma lo strumento annunciato rappresenta un elemento positivo per la valutazione rischio/rendimento dello spread dei titoli italiani.

 

Quali tipologie di titoli di stato italiani ritenete meritevoli di essere inserite in portafoglio in questa fase?

La fase di mercato che stiamo attraversando è caratterizzata da forte incertezza dovuta al rischio di recessione e da un pronunciato trend di rialzo dei tassi d’interesse. Le asset classes più rischiose, quelle caratterizzate da un alto beta di mercato, risultano anche quelle più vulnerabili.

Il recente movimento sui titoli di stato italiani ha fatto sì che si raggiungesse un livello molto interessante di rendimento a scadenza. In un’ottica di diversificazione e con un’attenzione alla redditività generale dei portafogli il comparto dei titoli di stato italiani ha raggiunto un livello di appetibilità maggiore. Restano tuttavia i rischi appena descritti.

E infine continua l’interesse per i BTP che offrono protezione contro l’inflazione, come l’ultimo BTP ITALIA emesso con scadenza nel 2030 che ha riscosso molto successo dal punto di vista sia degli investitori privati che degli operatori istituzionali.

 

 

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.