Buoni dati Usa: dollaro su

Si e’ conclusa una settimana da punto di domanda sul valore della moneta unica europea rispetto al dollaro americano con delle chiarificazioni che ci arrivano dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione americana. Fxcm

Dopo il QE europeo l’euro è di fatti sceso fino a toccare quota 1.1100 per poi, post Grecia, ripartire a rialzo senza approfondire ulteriormente su nuovi minimi dell’anno, il che ha portato molti a domandarsi se quello a cui si stava assistendo potesse essere considerato una vera e propria ripartenza ovvero una correzione tecnica.

Crediamo si tratti di prese di profitto e che la divisa europea possa continuare a soffrire di una situazione guidata dalla divergenza tra le politiche monetarie tra Usa ed Europa e dagli effetti che la situazione greca potrà avere sul mercato, nel momento in cui le tensioni dovessero acuirsi, come probabile che sia. Il movimento di ribasso è stato aiutato anche da acquisti di dollari all’unisono che hanno seguito i buoni dati relativi all’occupazione in quanto sono stati creati posti di lavoro per oltre 250 mila unità, una conferma dopo i primi dati dell’anno che hanno mostrato come l’America stia sì crescendo, ma a tassi inferiori rispetto a quanto stimato sul finire del 2015. Allo stato dell’arte attuale il primo rialzo di tassi non dovrebbe avvenire prima di giugno.