Caccia ai trend secolari dell’India

A cura di Boris Secciani

Sai Tampi, investment director, India, Standard Life Investments fornisce una valutazione del processo di riforme dell’economia indiana

Quale è lo stato oggi dell’economia indiana ?
L’economia indiana si trova oggi in una situazione molto favorevole sia ciclicamente che strutturalmente. Per quanto riguarda il primo aspetto il paese è forse uno dei maggiori beneficiari del calo dei prezzi delle materie prime, di cui è un grande importatore netto. Mentre a livello strutturale va ricordato che il Paese possiede una popolazione molto giovane, il 70% ha meno di 40 anni, che sta entrando in forze nel mondo del lavoro. Un mix del genere appare destinato a favorire i consumi in maniera strutturale. Questo fenomeno si coniuga con i grandi investimenti che stanno iniziando nel settore delle infrastrutture.

Ci può fare un esempio di questi cambiamenti strutturali ?
Ad esempio nel campo delle ferrovie il Governo ha approvato piani di spesa per 150 miliardi di dollari, si tratta del maggiore capex della storia delle ferrovie. Questi progetti stanno entrando nella fase operativa, il che dovrebbe fornire una decisa spinta al pil indiano nei prossimi anni.

Che vantaggi ci sono a investire specificatamente nell’universo delle midcap ?
Innanzitutto va ricordato che gran parte delle azioni quotate nel Paese, rientrano in questa categoria. Si tratta di oltre 300 titoli con una capitalizzazione che va dai 100 milioni di dollari ai 3 miliardi. In un universo così ampio è possibile operare con maggiore facilità uno stock picking per costruire un portafoglio che rifletta in maniera adeguata i pilastri della crescita indiana.

Che profilo di volatilità presenta questa asset class?
Benché la volatilità delle midcap sia tipicamente più elevata, ci sono delle sorprese positive: la stabilità delle midcap indiane è favorita dal fatto che presentano una base di investitori locali più stabile rispetto alle large cap, in cui vi è una forte presenza di fondi emerging market stranieri, il che può portare a da una parte forti afflussi di capitale quando vi è forte propensione al rischio ma anche dall’altra forti deflussi nelle fasi di volatilità di mercato.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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