Candriam: “Nel settore del credito preferiamo il finanziario”

Philippe Dehoux, head of Corporate Bond di Candriam Investors Group, risponde alle domande di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro 

Candriam

Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi? Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

Dall’inizio dell’anno il credito investment grade denominato in euro ha sovraperformato i titoli di Stato dell’1,75%. Tre fattori possono spiegare questa performance: valutazioni, fondamentali e dinamiche tecniche. Una prima ragione risiede nella valutazione delle asset class. Sicuramente il credito IG in euro offre ancora un premio superiore all’1% comparato ai titoli di Stato tedeschi, e quindi continua ad attirare gli investitori alla ricerca di rendimento. Un secondo motivo sono i fondamentali delle società. I dati economici europei hanno sorpreso in positivo e il ritmo di crescita degli utili è al suo livello più alto dal 2010. I recenti risultati aziendali incoraggiano sicuramente e le aspettative stanno migliorando. Il settore non-finanziario è poi in una fase di deleveraging e quello bancario mostra riserve di capitale più forti, dato che le banche europee continuano a subire cambiamenti nelle regolamentazioni. Un terzo motivo, tecnico, riguarda il mix di offerta netta negativa all’interno dell’asset class e di continuazione degli acquisti da parte della Bce (il Corporate Sector Purchase Programme è stato un driver dell’assottigliamento dello spread del credito per più di un anno).
Riteniamo tuttavia che l’asset class non sia immune da rischi politici e un chiaro esempio è stato il comportamento del mercato durante le elezioni francesi. In occasione dell’investigazione sul possibile uso improprio dei fondi pubblici da parte di Fillon, abbiamo osservato una certa pressione sulle aziende francesi (banche e in minor misura società non-finanziarie), mentre le probabilità di vittoria di Le Pen aumentavano. Dopo il primo turno, in ogni caso, la vittoria di Macron nei sondaggi ha dato il via a un rally, a supporto degli emittenti francesi di corporate bond.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Nel settore del credito, preferiamo il settore finanziario, attualmente in una fase di deleveraging dato che ci si muove a rilento verso un’Unione Bancaria in Europa; questo sembra attraente, sia in termini di valutazioni sia di fondamentali. La qualità dell’asset e la liquidità delle banche sono migliorate, dato che queste continuano a ripulire i bilanci e si focalizzano sulla riduzione dei costi. Inoltre, il settore bancario dovrebbe beneficiare di tassi di interesse più alti. Infatti, curve più ripide aiuteranno gli utili bancari (maggiori margini e volumi di mercato) e lo scenario delle entrate per le banche dovrebbe migliorare nel 2017. Nel settore preferiamo la parte subordinata della struttura del capitale, che offre rendimenti attraenti. Rimaniamo positivi anche riguardo al settore delle telecomunicazioni, dove i fondamentali sono supportati da tendenze operative in miglioramento e dall’assenza di minacce sul piano normativo. Vogliamo anche approfittare del premio al rischio di credito (anche se ridotto) offerto da società francesi, dato che ci aspettiamo che gli spread convergano verso quelli del credito IG in euro. Infine, in termini di duration, preferiamo la parte intermedia della curva (5-7 anni), che offre interessanti opportunità di roll-down e preferiamo evitare il lungo termine, dato che ci aspettiamo tassi di interesse più alti entro la fine dell’anno.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement