Capital Group: “I fondamentali dei bond high yield sono dignitosi”

Jim Hurlin, investment specialist di Capital Group, risponde alle domande di Fondi&Sicav sulle obbligazioni high yield americane 

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L’inflazione Usa mostra segni di ripresa e il rendimento nominale dei Treasury non offre protezione agli investitori. Molti indicano gli HY bond come possibile soluzione al problema di ottenere rendimenti obbligazionari tali da far fronte all’incedere dell’inflazione. Pensate che il segmento sarà in grado di offrire rendimenti reali interessanti?

Le obbligazioni high yield possono offrire rendimenti reali interessanti per tre ragioni principali. Innanzitutto, il punto di partenza è migliore per questo tipo di obbligazioni – che in genere offrono rendimenti superiori rispetto alle obbligazioni governative e alla maggior parte dei titoli di debito societari con rating investment grade. In secondo luogo, in un contesto di maggiore inflazione principalmente trainata dalla domanda, oltre che di tassi in crescita, gli spread sul credito spesso si restringono riflettendo i migliori fondamentali del credito in un’economia più solida. Sebbene l’inflazione possa erodere i rendimenti tramite tassi nominali più alti, può anche rivelarsi benefica per gli emittenti, in particolare per quelli molto indebitati. Da ultimo, il mercato high yield ha tipicamente una duration inferiore. Questo rendimento positivo derivante dalla compressione degli spread sul credito può spesso compensare qualsivoglia rendimento negativo derivante dai tassi in aumento.

Che cosa possono aspettarsi gli investitori dal mercato high yield Usa nei prossimi mesi? Quali sono a vostro avviso i rischi maggiori e su quali duration ritenete opportuno focalizzarvi in vista delle prossime decisioni della Fed e della Trumpnomics?

I fondamentali del mercato delle obbligazioni high yield sono dignitosi – la leva finanziaria sta leggermente aumentando ma la copertura sugli interessi è buona, la guidance sugli utili appare stabile e i prezzi delle commodity sembrano in una fase di miglioramento. Sebbene ci troviamo ancora indietro nel ciclo del credito, non vediamo un fattore che nel breve periodo possa scatenare un ciclo di default. La domanda per questo tipi di strumenti ad alto rendimento, nel frattempo, resta solida grazie alla continua ricerca di rendimento. Nel breve termine, il rischio maggiore è quello politico: le potenziali riforme fiscali e in materia di commercio negli Stati Uniti potrebbero avere sia effetti positivi sia negativi sugli emittenti di titoli high yield. Per quanto riguarda la duration guardiamo con favore a quella parte della curva intorno ai cinque anni, orizzonte per il quale la valutazione ci appare già piena mentre i rischi principali sembrano rappresentati più da un ulteriore irripidimento della curva piuttosto che da possibili aumenti della curva nel suo complesso.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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