Caravaggio ai raggi X

Michelangelo Merisi da Caravaggio Riposo durante la fuga in Egitto, 1597, Olio su tela, 135,5 x 166,5 cm

Roma, Galleria Doria Pamphilj © 2017 Amministrazione Doria Pamphilj s.r.l.

 

Caravaggio, all’anagrafe Michelangelo Merisi, è tornato nella sua città natale, ma stavolta come una vera e propria rockstar, con ben 20 capolavori provenienti, sia dall’Italia, sia dall’estero, riuniti nella mostra Dentro Caravaggio a Palazzo Reale a Milano. Per la prima volta, le opere sono accompagnate dalle rispettive immagini radiografiche che consentono al pubblico di capire al meglio il percorso dell’artista durante la realizzazione di ciascun dipinto. Attraverso le riflettografie e le radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si può seguire l’intero procedimento creativo di Caravaggio, i suoi pentimenti, i rifacimenti e gli aggiustamenti nell’elaborazione della composizione. A questo proposito è risultata emblematica l’opera il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi permettono di leggere l’aggiunta di un agnello, simbolo iconografico poi eliminato.

La tecnica di Caravaggio è stata oggetto di uno studio approfondito promosso dal Mibact che, a partire dal 2009, in collaborazione con la Soprintendenza  per il polo museale romano e con l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, ha analizzato attraverso un’importante serie di indagini diagnostiche le 22 opere autografe presenti a Roma: «Sono emerse così»,  afferma la curatrice della mostra Rossella Vodret, «alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti alla luce anche elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura è affiorata una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili».

LA SVOLTA DEL 1600

Il cambiamento cruciale nella sua tecnica avviene nel 1600, quando Caravaggio viene chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: è il primo incarico pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un solo anno di tempo per completare l’opera e un compenso all’epoca straordinario: 400 scudi. Abituato a dipingere all’inizio della carriera “tre teste” al giorno per appena un grosso l’una, come dicono le fonti documentarie, si può comprendere come questa commessa rappresenti una svolta fondamentale per la carriera e la vita dell’artista.

Nelle tele Contarelli la preparazione è scura, composta da terre di diverso tipo, pigmenti e olio. In sostanza, Caravaggio parte dalla preparazione scura e aggiunge soltanto i chiari e i mezzi toni, dipingendo solo le parti in luce. Di fatto non dipinge le figure nella loro interezza, ma solo una parte. In tutto il resto del quadro non c’è nulla: il fondo scuro e le parti in ombra sono resi solo con la preparazione, a volte velata: non c’è pittura. Questo nuovo modo di dipingere caratterizzerà tutta la sua produzione fino alla fine della sua vita. Grazie a queste moderne tecniche, si è potuto interpretare meglio l’artista; Keith Christiansen che, insieme a Larry Keith e Claudio Falcucci, ha approfondito lo studio della tecnica esecutiva di Caravaggio, ha individuato nelle incisioni il mezzo in cui il pittore non solo impostava sulla preparazione la posizione della figura, ma consentiva anche al modello di riprendere la sua posa nelle sedute successive. Keith ha analizzato la tecnica esecutiva dei tre quadri conservati alla National gallery di Londra (Ragazzo morso dal ramarro, Cena in Emmaus e Salomé), riscontrando la diffusa presenza del disegno a pennello. Claudio Falcucci, l’ingegnere che ha eseguito le indagini diagnostiche su alcune opere in mostra, ha ricostruito, analizzando ogni strato di ciascun dipinto, il processo pittorico delle opere della maturità di Caravaggio.

UNA PROSPETTIVA NUOVA

La mostra, posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica,  è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, in collaborazione con il Mibact, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il gruppo Bracco è partner dell’esposizione per le nuove indagini diagnostiche. Main sponsor è Intesa Sanpaolo. La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto, sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro.

Per ciascuna opera Rossella Vodret esamina nel suo avvincente saggio le varie fasi di esecuzione, portandoci alla scoperta, con importanti dettagli esecutivi e particolari iconografici, del modo di dipingere di Caravaggio.

Sono esposti inoltre anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall’Archivio di stato di Roma e di Siena, sulla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività. Scarse, infatti, sono le notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano, nel 1588, e il 1592, quando compare a Milano in un atto notarile. Così come l’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di 15 anni. Per chiarire gli anni giovanili di Caravaggio è stata essenziale la scoperta da parte di Riccardo Gandolfi di un inedito manoscritto di Gaspare Celio, databile al 1614, dove sono testimoniate le difficoltà economiche del giovane Caravaggio a Roma, l’umile lavoro presso Lorenzo Siciliano, dove dipingeva due teste di santi al giorno per cinque baiocchi l’una, e il ruolo fondamentale svolto da Prospero Orsi, che lo presenta al cardinale Del Monte, fautore del lancio della carriera dell’artista nell’ambiente romano.

29 settembre 2017- 28 gennaio 2018 

DENTRO CARAVAGGIO Milano, Palazzo Reale

Lunedì 14.30 – 22.30; Martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 20.00; Giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30

Ingresso Intero 13,00 euro

Mostra promossa e prodotta da Comune di Milano, Palazzo Reale e MondoMostre Skira

In collaborazione con MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Main Sponsor Intesa Sanpaolo

Partner Gruppo Bracco

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