Carmignac: “In Cina preferiamo i giganti dell’e-commerce e di internet”

Sandra Crowl, Membro del Comitato Investimenti, Carmignac, risponde alle domande di Fondi&Sicav sull’azionario Cina

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A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, qual è la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese dall’arrivo di Trump alla presidenza Usa?

L’economia cinese ha quasi compiuto un ciclo completo dopo la svalutazione di renminbi nel mese di agosto 2015. La crescita dei consumi più lenta e la diminuzione della crescita dell’edilizia a seguito di un eccesso di offerta hanno avviato una ripresa ciclica dovuta alla forza dello stimolo fiscale nel primo trimestre del 2016. Grazie alla combinazione della necessità di aumentare le importazioni di materie prime, come il minerale di ferro, e del recupero nel ciclo produttivo a livello globale, la Cina ha creato un boom delle esportazioni di materie prime e ha beneficiato di una maggiore domanda di importazioni da parte dei suoi vicini e partner commerciali. Questo è avvenuto nel 2016. Tuttavia, guardando al secondo trimestre del 2017, la situazione non appare così solida. Il governo cinese cercando di mantenere salde le redini in vista del 19° Congresso del Partito comunista in autunno, ragione per cui non ci aspettiamo molta volatilità nei mercati finanziari cinesi o una svolta decisiva a livello economico. L’eccessiva crescita del credito è stata sottoposta a controllo, attraverso l’intervento delle banche statali volto a ridurre notevolmente la finanza residenziale e a finanziare un settore imprenditoriale sempre più indebitato.

Quindi assistiamo a un’evoluzione positiva nel lungo termine, anche se un po’ dolorosa nel breve. I tassi ufficiali sono stati aumentati almeno due volte quest’anno con talvolta gravi crisi di liquidità nei mercati monetari a breve termine. Quali sono le conseguenze? Abbiamo appena ricevuto i primi dati economici che annunciano una contrazione dell’attività manifatturiera cinese a maggio. L’indice sulle Pmi (Purchasing Managers Index) di Caixin/Markit è sceso a 49,6 punti nel mese di maggio, al di sotto della soglia rilevante dei 50 punti. Inoltre, le esportazioni e le importazioni di energia hanno registrato un rallentamento nell’ultimo mese, ma continuiamo a credere che il settore dei servizi, che rappresenta il 50% dell’economia cinese, continuerà a sostenere l’attività nel suo complesso.

Com’è posizionato il vostro portafoglio e quali sono le ragioni a supporto delle vostre scelte di asset allocation?

Il recente downgrade del debito sovrano cinese e il rallentamento indotto dal governo hanno provocato un rialzo sul mercato azionario cinese delle A share, che era sceso dell’8% dopo le elezioni Usa. Anche se gli utili industriali sono migliorati in maniera significativa, dal momento che i prezzi alla produzione cinesi sono saliti di oltre il 6%, i prezzi sono ormai elevati e questo non sarà più un fattore a sfavore per i profitti delle imprese. Sebbene non sembri esserci nessuna minaccia immediata di protezionismo Usa in diversi settori, siamo prudenti rispetto ai mercati azionari cinesi a causa dell’attività ciclica meno sostenuta. In primo luogo, preferiamo il mercato azionario di Hong Kong, destinatario della nuova domanda proveniente dalla Cina continentale. In secondo luogo, per quanto riguarda il mercato onshore, preferiamo i giganti dell’e-commerce e di internet come Tencent e la quotata Usa Baidu, oltre alla società ecologica di autobus ibridi Yutong. Ci piacciono anche alcune aziende innovative che seguono la crescita dell’industria automobilistica locale, come il produttore di vetro Fuyao.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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