Cassa Lombarda: “Il ritorno del protezionismo avrà effetti pesanti sui listini”

Cassa Lombarda. Stefano Turlizzi, responsabile Gestioni Individuali, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario europeo

 

“La reazione del mercato post elezioni europee è stata positiva”. Stefano Turlizzi, Cassa Lombarda

A quale fase potrebbe andare incontro l’azionario europeo dopo le dimissioni di Theresa May e l’esito delle elezioni al Parlamento Europeo?

Le preoccupazione legate alla Brexit si sono dissolte col passare del tempo. Il recente miglioramento dei dati macro nel Regno Unito ha mostrato come le conseguenze catastrofiche ipotizzate dai commentatori dei Paesi dell’area Euro non si stessero in realtà materializzando. In quest’ottica diventa comprensibile la mancata reazione dei mercati alle dimissioni della May, prima o poi un governo inglese porterà a compimento l’uscita ma i mercati sembrano aver “digerito” i rischi già da tempo.

Le elezioni europee non hanno visto trionfare i partiti dichiaratamente anti-europeisti che avranno il 29% dei seggi contro il 30% del precedente Parlamento. A riprova la reazione dei mercati a seguito del risultato elettorale è stata positiva.

Accantonate queste preoccupazioni, i mercati europei devono comunque far fronte alla forte avversione al rischio scatenata dall’escalation delle guerre commerciali, tra Stati Uniti e Cina in primis, tra Stati Uniti e altri paesi (Messico) o continenti (Europa) poi. Il ritorno del protezionismo non può non incidere sull’andamento dell’economia globale, e di conseguenza sull‘andamento degli utili, con effetti anche pesanti sui listini.

Guardando ai risultati delle elezioni europee nei singoli Paesi dell’area, quali Borse ritenete siano in grado di offrire le migliori opportunità nel medio termine?

Il ritorno del protezionismo non avrà solo effetti negativi sui consumi, i margini di aziende operanti in settori particolarmente impattati dai dazi soffriranno in maniera particolare. Tra i titoli più impattati vedremo sicuramente produttori di auto e di semiconduttori, ma un po’ tutto il settore industriale potrebbe soffrire sia per l’aumentato costo delle materie prime sia per la riduzione delle commesse. Da questa analisi si può trarre la conclusione che varrebbe la pena favorire il mercati italiani e spagnoli a scapito di quelli tedeschi e francesi dove il peso di auto e industriali è decisamente più elevato.

Tornando all’esito delle elezioni non mancano le perplessità verso il mercato italiano. Il pessimo risultato dei 5 stelle permetterà alla Lega di realizzare ulteriori parti del contratto di governo che rischiano di mettere in pericolo i conti pubblici, flat-tax in primis. Il mercato italiano potrebbe quindi soffrire un pò vista anche la precedente performance particolarmente positiva a fronte di un’economia estremamente debole.

In questo scenario certamente non idilliaco potrebbero sovraperformare i mercati particolarmente difensivi, Svizzera in primis, dove il peso delle multinazionali farmaceutiche e alimentari è preponderante. Dovrebbero far bene anche i titoli ad alto dividendo, da questo punto di vista l’Italia ha molto da dire con l’avvertenza però di non puntare sui titoli finanziari che soffrono l’attuale scenario caratterizzato da tassi ridotti se non negativi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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