Castello di Cigognola, il fascino delle colline dell’Oltrepò Pavese

Il Castello di Cigognola incanta con i suoi vigneti che si ubicano tutt’intorno al castello del XII secolo, sulle cime della collina dell’Oltrepò Pavese

“Il nostro vino deve essere “incontrato”, condiviso, contestualizzato e non per forza apprezzato. Ciò che più importa è viverne l’esperienza in modo spontaneo e genuino, così che il consumatore possa essere sorpreso dall’insieme delle sensazioni che il calice trasmette: il suo gusto, il colore, l’intimo umore, il profumo, la vocazione, la storia, il genius loci e le altre indescrivibili sfumature percettive che avvicinano il mondo del vino a quello dell’arte”.

Gian Matteo Baldi

I vigneti sono gestiti da Gabriele Moratti e dall’AD Gian Matteo Baldi con passione e serietà, ponendo al centro l’uomo e i suoi valori, incaricati di tutelare l’ambiente e i diritti delle persone coinvolte direttamente e indirettamente nella filiera.

Le vigne, la cui età si attesta attorno ai 25 anni, sono allevate perlopiù a spalliera e guyot.

Alla base della composizione del terreno, in cui le viti affondano le loro radici, vi sono le Marne di Sant’Agata Fossili, lo strato intermedio è invece una formazione gessoso solfifera, mentre sulle sommità di Cigognola sono visibili arenarie e conglomerati.

Il Pinot Nero, con l’eccellente maturazione fenolica che raggiunge in Oltrepò, è protagonista del progetto di Castello di Cigognola, che vuole dare un’espressione vera, di qualità, della terra a cui appartiene, con l’obiettivo di occupare un posto nel piccolo mondo dell’alta gamma.

Castello di Cigognola si propone come una realtà imprenditoriale snella, una vera e propria start-up del vino che fa suo un modus operandi nel quale tecnica e creatività sono in dialogo continuo.

Diventa così un luogo di crescita personale, che incentiva la ricerca scientifica e la condivisione di conoscenze, esperienze e nuove frontiere del sapere e della tecnica attraverso uno scambio generazionale tra consulenti esterni esperti e competenti e giovani professionisti.

Regime Biologico

Non ci sono consulenti “totali” ma ognuno segue un progetto e condivide la propria competenza specifica con gli altri membri della squadra. Il risultato è la costruzione di un bagaglio di saperi a disposizione di tutti, che rende più semplice ed efficiente l’organizzazione del lavoro.

I vigneti sono gestiti combinando viticoltura di precisione e regime biologico, intervenendo il minimo possibile e solo dove necessario, specialmente per quanto riguarda i trattamenti delle ampelopatie, prediligendo soluzioni omeopatiche.

Anche nella vinificazione si è ridotto al minimo l’utilizzo di altre sostanze nell’uva, con l’obiettivo futuro di eliminarle totalmente. Ma l’impegno per la sostenibilità si estende anche al confezionamento e alla distribuzione, con scelte precise nel packaging, utilizzando materiali riciclati e riciclabili provenienti da filiere ecologiche, e la realizzazione di bottiglie in vetro leggero, per minimizzare le emissioni di CO2.

Castello di Cignola

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