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	<title>SRI Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>SRI Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Imprese globali, resta l&#8217;ottimismo sul commercio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 10:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese stanno affrontrando una fase caratterizzata dall'aumento dei costi e dal calo medio dei ricavi. Global Trade Pulse Survey 2025 di HSBC</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/imprese-globali-resta-lottimismo-sul-commercio/">Imprese globali, resta l&#8217;ottimismo sul commercio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le imprese globali stanno affrontrando una fase caratterizzata dall&#8217;aumento dei costi e dal calo medio dei ricavi. Global Trade <span class="v1m_1231958154059982708spelle">Pulse</span> Survey 2025 di <a href="https://www.linkedin.com/company/hsbc/?originalSubdomain=uk" target="_blank" rel="noopener">HSBC</a></em></p>
<p class="v1MsoNormal">In linea con le prospettive positive a livello globale, le imprese più grandi (quelle con un fatturato superiore a 2 miliardi di dollari) sono fiduciose sulla propria capacità di far crescere il business internazionale nei prossimi due anni (82%), anche se meno della media (89%). È inoltre più probabile che abbiano adottato nuove tecnologie o piattaforme digitali in risposta all&#8217;incertezza commerciale rispetto alle imprese più piccole (quelle con un fatturato inferiore a 500 milioni di dollari), il 63% rispetto al 56%. Le aziende più grandi sono più caute rispetto a quelle più piccole nel prendere decisioni e hanno maggiori probabilità di aver già ritardato o messo in pausa gli investimenti (38% contro 30%). Questo nonostante le aziende più grandi abbiano un accesso molto più ampio ai <i>pool</i> di capitale circolante. Le imprese più piccole, invece, sono spesso più agili e rapide nel prendere decisioni, nonostante non abbiano la profondità di capitale delle loro controparti di maggiori dimensioni.<u></u><u></u></p>
<h2>Le imprese globali ripensano il modello di business</h2>
<p class="v1MsoNormal">Oltre tre quarti delle aziende (78%) stanno ripensando il proprio modello di business a lungo termine. Se l&#8217;instabilità tariffaria continuerà nei prossimi due anni, il 43% delle aziende rivedrà la propria strategia di espansione internazionale e il 39% sposterà la propria attenzione sui mercati nazionali o regionali.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;indagine rivela che due terzi delle aziende hanno già subito aumenti dei costi a causa dell&#8217;incertezza tariffaria e commerciale, e la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente. Le aziende prevedono un ulteriore aumento dei costi sia a breve (73%) sia a lungo termine (72%), oltre a un calo medio dei ricavi del 18% dovuto a ritardi nella catena di approvvigionamento. Oltre la metà degli intervistati (51%) ritiene che l&#8217;aumento dei costi sia la preoccupazione principale per le strategie legate agli approvvigionamenti e l&#8217;85% delle aziende ha rivisto o ha in programma di rivedere al rialzo la propria strategia di prezzo per riflettere l&#8217;aumento dei costi o i cambiamenti del mercato.<u></u><u></u></p>
<h2>Quasi 9 imprese su 10 (89%) sono fiduciose nella propria capacità di far aumentare gli scambi internazionali nei prossimi due anni.</h2>
<p class="v1MsoNormal">Nonostante questi elementi contrari, l&#8217;ottimismo sull&#8217;espansione del commercio globale è solido. Le imprese stanno anche riconfigurando le proprie catene di fornitura e rivalutando come e dove operano, con l&#8217;83% che sta agendo o pianificando di effettuare un <span class="v1m_1231958154059982708spelle"><i>nearshoring</i></span> (spostare la produzione più vicino ai mercati chiave dei clienti) e il 77% che guarda a un <span class="v1m_1231958154059982708spelle"><i>reshoring</i></span> (riportare la produzione nel proprio Paese).<u></u><u></u></p>
<p class="v1MsoNormal">È incoraggiante notare che un gran numero di intervistati vede la pressione commerciale come un catalizzatore per l&#8217;innovazione, con il 77% che afferma di essere stato incoraggiato a evolversi e a cercare nuove opportunità. Molte imprese (58%) hanno già adottato nuove tecnologie o piattaforme, il 56% ha migliorato l&#8217;efficienza interna o la struttura dei costi e il 51% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi.<u></u><u></u></p>
<p class="v1MsoNormal">La <i>survey</i> evidenzia l&#8217;emergere di nuovi corridoi commerciali in alcuni dei mercati presi in esame e le imprese globali stanno rafforzando le proprie relazioni con i mercati chiave al di fuori dei propri confini. Malesia (61%) e Vietnam (52%) stanno espandendo le relazioni con la Cina; India (54%) e Stati Uniti (51%) quelle con l&#8217;Europa, Regno Unito (46%) e India (62%) quelle con gli Stati Uniti. In alcuni mercati permane l&#8217;ottimismo sulla crescita del commercio internazionale, guidato dall&#8217;India (96%) e dagli Emirati Arabi Uniti (94%).<u></u><u></u></p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Garantire la sicurezza e la crescita dell’Europa con meno spreco di energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 10:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le economie europee hanno sprecato miliardi di euro a causa dell'uso inefficiente dell'energia. L'analisi a cura di DWS</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/garantire-la-sicurezza-e-la-crescita-delleuropa-con-meno-spreco-di-energia/">Garantire la sicurezza e la crescita dell’Europa con meno spreco di energia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><i>Le economie europee hanno sprecato miliardi di euro a causa dell&#8217;uso inefficiente dell&#8217;energia. L&#8217;analisi a cura di DWS</i></p>
<p class="v1MsoNormal">I leader politici europei stanno rispondendo agli sviluppi geopolitici: la Germania sta pianificando ingenti investimenti in infrastrutture e difesa, mentre l&#8217;UE sta sostenendo anch&#8217;essa gli investimenti nel settore della difesa. Tuttavia, a nostro avviso, esiste un&#8217;area di investimento che necessita di maggiore riconoscimento per il suo ruolo nel supportare la sicurezza, la competitività economica e la resilienza: un uso dell&#8217;energia più intelligente e meno dispendioso.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Germania, Francia, Italia e Polonia hanno sprecato almeno 328 miliardi di euro nel 2019 a causa della dispersione di combustibili fossili in fumo e calore di scarto</strong>. L&#8217;energia viene persa e sprecata durante la produzione di combustibili, la generazione e il trasporto di elettricità, nonché nell&#8217;uso dell&#8217;energia per il riscaldamento degli edifici o il trasporto delle merci.</p>
<p class="v1MsoNormal">Un uso efficiente dell&#8217;energia è una scelta strategica per la difesa. Diverse tecnologie, tra cui isolamento termico, veicoli elettrici e pompe di calore, potrebbero ridurre significativamente il consumo energetico e mantenere in funzione l&#8217;economia. Ridurre il consumo di energia aiuta inoltre a proteggere l&#8217;Europa dal rischio di forti oscillazioni dei prezzi dell&#8217;energia.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ad esempio, <strong>si sospetta che la <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Russia" target="_blank" rel="noopener">Russia</a> sia responsabile di almeno 56 atti di sabotaggio, operazioni di influenza o violenze mirate in Europa dal 2022. Diversi attacchi hanno preso di mira cavi di alimentazione e telecomunicazioni, dimostrando che l&#8217;interruzione delle infrastrutture rappresenta un rischio serio</strong>.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Anche le dispute politiche e commerciali costituiscono un rischio per i prezzi dell&#8217;energia. Il Presidente degli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Stati+Uniti" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a> ha chiesto all&#8217;Europa di importare più petrolio e gas statunitense e ha promesso una garanzia sulle esportazioni di gas.</strong> Tuttavia, abbiamo già visto come la posizione del Presidente possa cambiare rapidamente. È possibile che le esportazioni di gas statunitense vengano coinvolte in una disputa, portando a un aumento dei prezzi dell&#8217;energia.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;uso efficiente dell&#8217;energia è un vantaggio economico. Un sondaggio tra funzionari di banche centrali e ministeri delle finanze ha rilevato che la crescita economica e la riduzione delle emissioni potrebbero essere incentivate attraverso investimenti in infrastrutture verdi e riqualificazione degli edifici. Una economia più forte è essenziale per finanziare le spese di difesa e i prestiti infrastrutturali. Inoltre, l&#8217;efficienza energetica è parte della soluzione per ridurre il divario tra i prezzi dell&#8217;energia in Europa, che sono 2-3 volte superiori rispetto a Stati Uniti e Cina.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>Un rapporto sulla Trasformazione Europea di DWS ha evidenziato come l&#8217;efficienza energetica sia un investimento trasversale tra diverse classi di asset.</strong> Investire o concedere prestiti al settore immobiliare e alle PMI può supportare la ristrutturazione degli edifici. Investire o finanziare società di infrastrutture specializzate può favorire la crescita dei fornitori di soluzioni tecnologiche.</p>
<p class="v1MsoNormal">Migliorare il finanziamento privato dell&#8217;efficienza energetica è l&#8217;obiettivo della Energy Efficiency Finance Coalition della Commissione Europea, che ha recentemente tenuto il suo primo incontro ufficiale. DWS Alternatives GmbH è orgogliosa di essere un membro fondatore insieme ad altre importanti istituzioni finanziarie.</p>
<p class="v1MsoNormal"><strong>A nostro avviso, per stimolare gli investimenti è necessario contrastare la disinformazione sulle pompe di calore, diffondere casi di successo nelle ristrutturazioni energetiche, creare nuovi strumenti di finanziamento pubblico-privato per aiutare milioni di proprietari di casa</strong> e piccole imprese a realizzare ristrutturazioni accessibili, e adottare una tassazione energetica equa che favorisca tecnologie efficienti e a basse emissioni di carbonio.</p>
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		<title>Investimenti responsabili, le aree chiave da osservare secondo Amundi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 11:10:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel documento “Responsible Investment Views” per il 2025, la Sgr evidenzia le tendenze chiave che stanno plasmando il futuro della finanza sostenibile</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/investimenti-responsabili-le-aree-chiave-da-osservare-secondo-amundi/">Investimenti responsabili, le aree chiave da osservare secondo Amundi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel documento “Responsible Investment Views” per il 2025, la Sgr evidenzia le tendenze chiave che stanno plasmando il futuro della finanza sostenibile</em></p>
<p><strong>Commentando l’outlook, Elodie Laugel, Chief Responsible Investment Officer di Amundi, ha dichiarato:</strong><em> &#8220;I prossimi anni saranno fondamentali per una transizione sostenibile e inclusiva verso un&#8217;economia a basse emissioni di carbonio. Gli investimenti nelle tecnologie per l’energia pulita stanno superando in modo significativo la spesa per i combustibili fossili: per ogni dollaro destinato ai combustibili fossili oggi ne vengono investiti quasi due nelle energie pulite e si prevede che questo slancio continui. Lo sviluppo di tecnologie pulite è ora una questione di competitività e sovranità, che richiede un&#8217;azione coraggiosa e coordinata da parte di tutti gli stakeholder per evitare i costi elevati legati al fallimento della transizione. In questo panorama in evoluzione, il mercato degli investimenti responsabili si è stabilizzato nel 2024, mostrando segnali di maturità in un contesto di maggiore controllo normativo. Nel 2025 dare priorità alle strategie orientate all&#8217;impatto sarà essenziale per cogliere le opportunità offerte dalla transizione per gli investitori”.</em><em> </em></p>
<p><strong>Aree chiave da osservare nel 2025</strong></p>
<ol>
<li><strong>Lo slancio si sposta verso gli investimenti nell’energia pulita:</strong> l&#8217;energia pulita ha portato 320 miliardi di dollari all&#8217;economia mondiale nel 2023<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, superando gli investimenti nei combustibili fossili con un rapporto di quasi 2 a 1. Ci aspettiamo che questo rapporto continui ad aumentare, grazie ad un crescente divario competitivo.</li>
<li><strong>I cambiamenti geopolitici avranno un impatto sulla transizione energetica:</strong> l’insieme di misure politiche continuerà a spingere gli investimenti nelle tecnologie pulite, data la necessità di superare le barriere che ancora si frappongono allo sviluppo dell&#8217;energia pulita nelle economie avanzate, aprendo al contempo la strada a maggiori investimenti nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo (EMDE).</li>
<li><strong>I rischi fisici si stanno materializzando:</strong> gli effetti del cambiamento climatico continueranno a intensificarsi, impattando sulle catene del valore delle aziende e non lasciando altra scelta se non quella di agire. L&#8217;interrelazione tra crisi ambientali e sociali, attraverso il nesso clima-biodiversità-salute-cibo-acqua, sta mettendo a rischio molti modelli di business.</li>
<li><strong>Un costante interesse per gli investimenti responsabili:</strong> l&#8217;interesse rimarrà sostenuto nonostante le sfide di natura politica, con il 54% degli investitori<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> che dichiara di voler aumentare l&#8217;allocazione agli investimenti responsabili nei propri portafogli.</li>
<li><strong>Tutti gli occhi sono puntati sui prodotti “orientati al risultato”:</strong> la spinta verso impatti tangibili nel mondo reale alimenterà la domanda di soluzioni finanziarie innovative nel 2025, tra cui green bond, <em>debt-for-nature swap</em> e vari investimenti a impatto.</li>
<li><strong>Il mix di strumenti per la sostenibilità si sta ampliando:</strong> si prevede che nuove metriche incentrate su biodiversità, fattori sociali e indicatori del mondo reale rafforzeranno i framework di sostenibilità e miglioreranno le valutazioni di risk management, compresi gli stress test climatici.</li>
<li><strong>La necessità di approcci incentrati sul cliente:</strong> sarà fondamentale tenere maggiormente conto dell&#8217;eterogeneità e delle diverse esigenze degli investitori, oltre che della realtà concreta della distribuzione dei prodotti finanziari, per dare agli investitori la possibilità di esprimere le proprie preferenze in materia di sostenibilità.</li>
<li><strong>La razionalizzazione dei framework normativi:</strong> la semplificazione di normative complesse sarà essenziale per migliorare la comprensione e l&#8217;accessibilità degli investitori alla finanza sostenibile, favorendo in ultima analisi una maggiore accessibilità ai prodotti di investimento responsabile.</li>
<li><strong>Affrontare la divergenza normativa:</strong> in un contesto di crescente frammentazione normativa, ci aspettiamo una maggiore attenzione all&#8217;allineamento internazionale e all&#8217;interoperabilità, con l&#8217;obiettivo di facilitare la conformità per le imprese e le istituzioni finanziarie.</li>
</ol>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <em>Fonte: IPE “Top 500 Asset Managers” pubblicato a giugno 2024, sulla base delle masse in gestione al 31/12/2023</em></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <em>Fonte:</em> <a href="https://www.iea.org/commentaries/clean-energy-is-boosting-economic-growth"><em>IEA article “Clean energy is boosting economic growth”, </em></a><em> </em><em>aprile 2024</em></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <em>Fonte: Morgan Stanley Institute</em></p>
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		<title>Storico accordo sulla finanza per il clima, aspramente criticato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 11:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La COP29 si è conclusa con uno storico accordo - seppur aspramente criticato - sulla finanza per il clima. L'analisi a cura di MUFG Bank</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/storico-accordo-sulla-finanza-per-il-clima-aspramente-criticato/">Storico accordo sulla finanza per il clima, aspramente criticato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La COP29 si è conclusa con uno storico accordo &#8211; seppur aspramente criticato &#8211; sulla finanza per il clima. L&#8217;analisi a cura di MUFG Bank</em></p>
<p>Dopo due settimane di negoziati estenuanti, la presidenza della COP ha faticato a mantenere il controllo, con tensioni geopolitiche pervasive e i principali emettitori che sono rimasti in silenzio. Il linguaggio riguardante la transizione dai combustibili fossili è stato osteggiato, e il settore privato è stato quasi del tutto assente. Questa &#8220;COP finanziaria&#8221; non ha soddisfatto le aspettative, con finanziamenti climatici considerati insufficienti.</p>
<p><strong>Le deliberazioni più significative hanno riguardato due dimensioni centrali:</strong> Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato (NCQG) sul finanziamento climatico. I mercati sviluppati guideranno un nuovo obiettivo di finanziamento climatico (volontario) di almeno 300 miliardi di dollari all&#8217;anno (rispetto ai precedenti 100 miliardi) entro il 2035 per i mercati emergenti, come parte di un totale di almeno 1.300 miliardi di dollari<br />
all&#8217;anno entro il 2035 (provenienti da fonti pubbliche e private). Questo NCQG presenta diverse ambiguità. La questione dei finanziamenti a fondo perduto rispetto ai prestiti non è stata affrontata. La somma non è completamente composta da finanziamenti pubblici: sono inclusi tutti i tipi di risorse, tra cui pubbliche, private, istituzioni multilaterali (MDB) e contributi volontari tra Paesi del Sud globale. Non è chiaro come verrà colmato il divario tra i 300 miliardi di dollari e il totale di 1.300 miliardi provenienti da tutti gli attori e tutte le fonti di finanziamento. Una roadmap “da Baku a Belém” per raggiungere i 1.300 miliardi sarà finalizzata nel 2025.</p>
<p><strong>Articolo 6 dell&#8217;Accordo di Parigi</strong>. Sono stati compiuti progressi sull&#8217;operatività dei mercati globali del carbonio previsti dell’Articolo 6, attribuendo al Supervisory Body del meccanismo dell&#8217;Articolo 6.4 la responsabilità di garantire l&#8217;integrità dei crediti emessi. Ciò include lo sviluppo e la supervisione dei requisiti e dei processi necessari per l&#8217;operatività del meccanismo, come l&#8217;approvazione delle metodologie, la registrazione delle attività, l&#8217;accreditamento degli enti di verifica terzi e la gestione del registro del meccanismo.</p>
<p><strong>Il percorso verso la COP30 in Brasile</strong>. A nostro avviso, nel complesso la COP29 si è piegata troppo alle forze della diplomazia e troppo poco alle realtà della scienza. A cosa prestare attenzione in vista della COP30 del novembre 2025? Febbraio 2025 segna la scadenza per gli aggiornamenti dei Contributi Determinati a livello nazionale (NDC) del 2035. Le imposte sul carbonio stanno diventando una realtà, con l&#8217;Organizzazione marittima internazionale (IMO) che dovrebbe concordare un meccanismo di tariffazione del carbonio per il trasporto marittimo nell&#8217;aprile 2025. È probabile un&#8217;azione più concreta sulla “riduzione graduale dei combustibili fossili”, visti i contenuti dell&#8217;ultimo NDC presentato dal Brasile. La COP30 vedrà anche la conclusione del programma di lavoro “EAU-Belém” per sviluppare indicatori e obiettivi per l&#8217;adattamento. Infine, la biodiversità sarà al centro dell&#8217;attenzione, data l&#8217;importanza delle foreste amazzoniche e la convergenza tra le discussioni sul clima e la biodiversità negli ultimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/storico-accordo-sulla-finanza-per-il-clima-aspramente-criticato/">Storico accordo sulla finanza per il clima, aspramente criticato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ESG è un&#8217;area in rapida evoluzione.</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/lesg-e-unarea-in-rapida-evoluzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 10:10:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il team CIO di Deutsche Bank ha presentato la quarta survey annuale sugli investimenti ESG (ambientali, sociali, di governance)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/lesg-e-unarea-in-rapida-evoluzione/">L&#8217;ESG è un&#8217;area in rapida evoluzione.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il team CIO di Deutsche Bank ha presentato quarta survey annuale sugli investimenti ESG (ambientali, sociali, di governance)</em></p>
<p>In questo momento, stiamo assistendo ad un dibatto acceso sui mercati, tra gli economisti e i regolatori sul significato stesso ESG e di come questo si leghi al concetto più ampio di sostenibilità. In breve, l&#8217;ESG è lo strumento di misurazione mentre la sostenibilità può essere concepito come l&#8217;obiettivo. <strong>Secondo noi, focalizzarsi soltanto sull&#8217;ESG come criterio di misurazione non è più sufficiente.</strong> L&#8217;indagine di quest&#8217;anno, pertanto, è stata concepita come una survey ESG e di sostenibilità e le hanno cambiato il nome di conseguenza.</p>
<p>Sebbene i fattori ambientali rimangano l&#8217;elemento chiave per gli investitori, l&#8217;indagine mostra una crescente attenzione ai fattori sociali e di governance. In base alla survey, i partecipanti spesso perseguono differenti obiettivi, motivo per cui è importante una valutazione equilibrata di tutti e tre i fattori ESG.</p>
<p><strong>Tra gli intervistati c&#8217;è la chiara intenzione di aumentare la quota di investimenti sostenibili nei portafogli, con oltre la metà di essi che prevede un aumento delle proprie allocazioni ESG nell&#8217;arco dei prossimi cinque anni.</strong> Tuttavia, le preoccupazioni per la gestione del rischio e sui rendimenti rimangono diffuse, con alcuni investitori che mettono in dubbio la performance a breve termine degli investimenti ESG, in particolare durante fasi in cui i mercati evidenziano una certa volatilità.</p>
<p>Gli investitori si aspettano che i settori leader della performance varino a seconda dell&#8217;orizzonte temporale. Nel breve termine, la tecnologia e la digitalizzazione dovrebbero portare i risultati migliori, mentre settori come la sanità e le infrastrutture dovrebbero registrare buoni risultati nel medio termine. Nel lungo termine, i rendimenti più elevati sono attesi da alcuni specifici temi in materia di sostenibilità, come la Blue Economy. Questo sottolinea l&#8217;importanza della sostenibilità come driver strutturale.</p>
<p><strong> Le preoccupazioni sul rendimento del portafoglio rimangono.</strong></p>
<p>Alcuni anni di performance contrastate per gli investimenti ESG continuano a pesare sulle aspettative di performance dei portafogli. La percentuale di intervistati fortemente o leggermente d&#8217;accordo sul fatto che &#8220;considerare l&#8217;ESG migliorerà il rendimento di un portafoglio&#8221; è stata del 32% nel 2024, vicina al 31% registrata nell&#8217;indagine del 2023 ma ben al di sotto del 41% del 2022. Si osservi che <strong>la quota di coloro che sono fortemente d&#8217;accordo sul fatto che i fattori <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Esg" target="_blank" rel="noopener">ESG</a> possano aumentare i rendimenti (6%) è stata superata da quelli fortemente in disaccordo (11%)</strong>. Le opinioni su questo argomento sembrano essere polarizzate, con un calo delle percentuali di risposte &#8220;Non so&#8221; o &#8220;Non sono né d&#8217;accordo né in disaccordo&#8221; rispetto al sondaggio dell&#8217;anno scorso. In questo contesto, vale la pena notare che l&#8217;impatto dei fattori ESG sui rendimenti del portafoglio può avere molteplici fonti. <strong>La selezione ESG basata sui rating, ad esempio, può essere vista come un approccio di gestione del rischio (sulla base del fatto che evitare le società con scarse pratiche ESG può aiutare a ridurre alcuni rischi per la performance finanziaria futura).</strong> Tuttavia, i rating ESG non sono in grado di cogliere appieno tutti i potenziali rischi e opportunità all&#8217;interno del mercato, in particolare in contesti di mercato estremi. <strong>Gli shock esogeni possono anche favorire temporaneamente alcuni settori, anche se questi rimangono esposti a rischi a lungo termine a causa di preoccupazioni legate alla sostenibilità</strong>. È stato il caso del 2022, ad esempio, quando la guerra Russia/Ucraina ha dato una spinta temporanea ai prezzi dei combustibili fossili e quindi ai titoli a questi legati, con conseguente sottoperformance delle strategie ESG che deliberatamente escludevano gli investimenti in combustibili fossili.</p>
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		<title>Elezioni Usa: cosa significa la vittoria di Trump per la transizione energetica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 11:10:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il team di Schroders analizza il potenziale impatto dell’amministrazione Trump sulla transizione energetica negli Usa e a livello globale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il team di Schroders analizza il potenziale impatto dell’amministrazione Trump sulla transizione energetica negli Usa e a livello globale</em></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><i><span lang="EN-US">David Boyce, CEO, Nord America, Schroders Greencoat:</span></i></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span>&#8220;<b>Negli ultimi 15 anni, il costo della generazione di energia eolica e solare è crollato</b> e ora compete testa a testa con i costi variabili di produzione di energia da combustibili fossili. Dal punto di vista dei costi per le utility, le energie rinnovabili sono diventate più semplici da approcciare.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il Presidente Donald Trump ha lasciato intendere di voler porre fine al sostegno economico al settore dell&#8217;energia pulita, ma <b>potrebbe avere difficoltà a demolire unilateralmente l&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Inflation+Reduction+Act" target="_blank" rel="noopener">Inflation Reduction Act</a></b> (IRA). La fine degli incentivi fiscali verdi richiederebbe il sostegno del Congresso degli Stati Uniti, che il nuovo presidente potrebbe non essere in grado di raccogliere <b>dato l&#8217;ampio stimolo economico che l&#8217;IRA ha prodotto.</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Sulla base della nostra analisi dei dati sui progetti di energia verde, abbiamo scoperto che oltre il 50% dei nuovi posti di lavoro e delle spese in conto capitale sono stati annunciati negli stati di tendenza repubblicana rispetto al 20% negli stati di tendenza democratica dall&#8217;approvazione dell&#8217;IRA.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, <b>è possibile che vedremo un</b> <b>rallentamento della transizione verso l&#8217;energia pulita</b>, dato che il presidente Trump potrebbe ostacolare la legge sul clima attraverso azioni esecutive, come l&#8217;inasprimento delle regole sulla qualificazione per i crediti d&#8217;imposta o il congelamento dell&#8217;introduzione di sovvenzioni e prestiti per progetti di energia verde.</p>
<p class="v1MsoNormal">Trump potrebbe anche ripristinare la sezione F, che riclassificherebbe il ruolo di migliaia di dipendenti federali. In tal modo, il presidente potrebbe ottenere molta influenza sul personale di istituzioni politiche chiave come l&#8217;Agenzia per la protezione dell&#8217;ambiente (EPA). La sua prima amministrazione tagliò i bilanci dell&#8217;EPA e limitò le sue attività di regolamentazione. Queste aree sarebbero particolarmente vulnerabili a ulteriori tagli&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal"><b><i>Alex Monk, Portfolio Manager, Global Resource Equities, Schroders:</i></b></p>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;È probabile che le <b>politiche dell&#8217;amministrazione Trump saranno più inflazionistiche</b>. I costi di capitale sono un fattore importante sia per lo sviluppo di progetti di energia sostenibile, sia per la domanda di beni energetici puliti da parte dei consumatori. Pertanto, il potenziale di riduzione degli investimenti, i continui ritardi nei progetti e l&#8217;adozione più lenta del previsto da parte dei consumatori di tecnologie chiave come i veicoli elettrici, l&#8217;energia solare sui tetti e le pompe di calore sono senza dubbio in qualche modo a rischio.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene l&#8217;esito di una vittoria repubblicana crei incertezza a breve termine da un punto di vista di policy, riteniamo che <b>il rischio di un&#8217;abrogazione totale di iniziative chiave, come l&#8217;Inflation Reduction Act, sia basso.</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, <b>la politica non è l&#8217;unico motore della transizione energetica e gli <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Stati+Uniti" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a> non sono l&#8217;unico mercato per le aziende di tutto il settore</b>. Abbiamo sempre sottolineato che i driver a lungo termine della transizione energetica globale sono tre: 1) il miglioramento dei costi e delle tecnologie; 2) la crescente domanda dei consumatori e delle imprese di beni e servizi energetici sostenibili; e 3) il sostegno politico a lungo termine. In questo contesto, <b>sebbene il mutevole panorama politico degli Stati Uniti non sarà certamente d’aiuto, non dovrebbe distrarre dalla solidità di altre forze che incoraggiano gli investimenti nel settore.</b></p>
<p class="v1MsoNormal">Infine, a nostro avviso, le valutazioni del settore azionario legato alla transizione energetica stanno già scontando potenziali disruption e cambiamenti&#8221;.</p>
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		<title>Gli Investimenti ESG resistono malgrado la volatilità</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/gli-investimenti-esg-resistono-malgrado-la-volatilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 10:10:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo uno studio realizzato da Capital Group, l'adozione dell'ESG rimane ai massimi storici, con punte ancora più elevate nell'area EMEA</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoPlainText"><em>Secondo uno studio realizzato da Capital Group, l&#8217;adozione dell&#8217;ESG rimane ai massimi storici, con punte ancora più elevate nell&#8217;area EMEA</em></p>
<p class="v1MsoPlainText">Il quarto studio annuale ESG Global Study di Capital Group* ha rilevato che l&#8217;area EMEA è leader con il 94% degli intervistati che adottano l&#8217;ESG, con un aumento di un punto percentuale rispetto allo scorso anno. I tassi di adozione ESG in Asia-Pacifico (93%) e Nord America (75%) sono rimasti invariati rispetto allo scorso anno. I partecipanti all&#8217;indagine comprendono investitori istituzionali e intermediari finanziari globali di 24 Paesi.</p>
<p class="v1MsoPlainText"><b>Domanda di temi d&#8217;investimento diversificati</b></p>
<p class="v1MsoPlainText">&#8211; Il 50% degli investitori intervistati prevede di aumentare le allocazioni alle strategie ESG multi-tematiche nei prossimi due o tre anni, con un forte interesse da parte dell&#8217;area EMEA, dove il 55% è intenzionato ad aumentare le allocazioni.</p>
<p class="v1MsoPlainText">&#8211; Gli intervistati hanno citato la diversificazione (64%), il potenziale di migliori rendimenti aggiustati per il rischio (50%) e un più ampio impatto ESG (49%) come vantaggi principali delle strategie multi-tematiche rispetto a quelle monotematiche.</p>
<p class="v1MsoPlainText"><b>L’Intelligenza artificiale (AI) vista come strumento per elaborare i dati e come fonte di nuovi rischi per gli investimenti ESG</b></p>
<p class="v1MsoPlainText">&#8211; Se da un lato gli investitori si aspettano di rivolgersi all&#8217;IA per affrontare le sfide legate ai dati, dall&#8217;altro si ritiene che la sua rapida ascesa comporti nuovi rischi ESG per le decisioni di investimento.</p>
<p class="v1MsoPlainText">o Come nelle precedenti indagini, la coerenza e l&#8217;affidabilità dei dati ESG sono ancora considerate sfide significative per l&#8217;adozione (53%). Solo il 10% degli intervistati utilizza attualmente l&#8217;IA per analizzare i dati ESG, ma il 53% prevede di utilizzarla in futuro.</p>
<p class="v1MsoPlainText">o Sei investitori su 10 considerano l&#8217;impatto dell&#8217;IA come la questione sociale più rilevante nei prossimi 12 mesi, mentre il 54% è preoccupato per l&#8217;impatto ambientale delle operazioni ad alta intensità energetica dell&#8217;IA.</p>
<p class="v1MsoPlainText"><b>Venti contrari e favorevoli dell&#8217;ESG</b></p>
<p class="v1MsoPlainText">&#8211; Quasi sei su dieci (58%) ritengono che gli investitori manterranno un impegno a lungo termine nei confronti dell&#8217;ESG nonostante gli attuali venti contrari geopolitici e macroeconomici.</p>
<p class="v1MsoPlainText">&#8211; Secondo la maggioranza degli intervistati, il ritmo di attuazione delle politiche sostenibili (57%) e la velocità dei cambiamenti normativi in materia di ESG (56%) rappresentano dei venti di coda che favoriranno un progresso più rapido in materia di ESG.</p>
<p class="v1MsoPlainText"><a name="v1_Hlk174524733"></a>“L&#8217;ESG Global Study di quest&#8217;anno ha sottolineato l&#8217;impegno a lungo termine degli investitori globali nei confronti dell&#8217;ESG in un mondo volatile. L&#8217;adozione dell&#8217;ESG è rimasta elevata, con nove investitori su 10 che si sono identificati come utenti ESG. E oltre la metà degli intervistati (57%) indica l&#8217;intenzione di aumentare le allocazioni ai fondi ESG nei prossimi 12 mesi”, ha dichiarato <b>Jessica Ground, Global Head of ESG di Capital Group</b>. “Dal nostro studio ESG 2024 sono emerse nuove aree di interesse come l&#8217;IA. Gli investitori stanno compiendo dei passi timidi per utilizzare l&#8217;IA come strumento per affrontare le sfide dei dati ESG. L&#8217;IA come opportunità di investimento, tuttavia, ha spinto a una maggiore riflessione sui rischi ESG correlati. Grazie alla capacità di avere una visione più granulare delle opportunità e dei rischi, la maggior parte degli intervistati ritiene che i gestori attivi siano ben attrezzati per affrontare i venti contrari e superare le sfide ESG”.</p>
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		<item>
		<title>Green Bond, un mercato ampio e maturo. Dove investire?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/green-bond-un-mercato-ampio-e-maturo-dove-investire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 08:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Europa è all'avanguardia. La relazione annuale di Alban de Faÿ, fund manager per le strategie Green Bonds di Amundi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/green-bond-un-mercato-ampio-e-maturo-dove-investire/">Green Bond, un mercato ampio e maturo. Dove investire?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><strong>Amundi</strong>, primo asset manager europeo fra i primi dieci operatori a livello mondiale, valuta ogni anno l&#8217;<strong>impatto ambientale delle sue strategie <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/green-bond">green bond</a> e analizza le tendenze del mercato sottostante. </strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Questa valutazione è al centro di una relazione d&#8217;impatto annuale. <b>Alban de Faÿ, fund manager per le strategie Green Bonds di Amundi</b>, ha affermato: &#8220;<strong><i>I</i> </strong><i><strong>green bond contribuiscono al percorso verso un&#8217;economia a zero emissioni di carbonio attraverso il finanziamento di progetti ambientali</strong> in settori come la produzione di energia rinnovabile, l&#8217;efficienza energetica, la gestione sostenibile dei rifiuti e delle acque, l&#8217;uso sostenibile del territorio e la mobilità a basse emissioni di carbonio. </i></p>
<p class="v1MsoNormal"><i>Una delle loro caratteristiche principali è la trasparenza, che consente agli investitori di sapere come vengono utilizzati i fondi raccolti, quali progetti verdi vengono finanziati e di stimare il beneficio ambientale</i>.&#8221;</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Green bond, un mercato ampio e maturo in cui l&#8217;Europa è all&#8217;avanguardia</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Il mercato delle obbligazioni verdi è cresciuto notevolmente negli ultimi quindici anni:</p>
<ul type="disc">
<li class="v1MsoNormal">A fine dicembre 2023, questo mercato rappresentava <b>1.834 miliardi di euro</b> (+29% rispetto al 2022);</li>
<li class="v1MsoNormal">Il volume delle nuove emissioni ha raggiunto i <b>405 miliardi di euro </b>nel 2023, in linea con l&#8217;anno precedente. La ripartizione degli emittenti rimane pressoché invariata: gli enti sovrani e sovranazionali dominano il mercato con il <b>27% </b>delle emissioni verdi;</li>
<li class="v1MsoNormal">L&#8217;euro rimane la valuta di emissione di riferimento e rappresenta il <b>50% del mercato verde globale</b>. Ciò riflette il ruolo guida dell&#8217;Europa nella lotta al riscaldamento globale.</li>
</ul>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Il mercato beneficia di una buona diversificazione settoriale e geografica </b></h4>
<ul type="disc">
<li class="v1MsoNormal">Il settore bancario rimane il più attivo nel segmento degli emittenti privati;</li>
<li class="v1MsoNormal">Le società di utility sono oramai emittenti regolari e alcune emettono esclusivamente in formato green bond;</li>
<li class="v1MsoNormal"><b>L&#8217;Europa è ancora leader, con una quota di mercato del 41% nel 2023.</b> Il recente accordo per la creazione di un nuovo standard europeo per i green bond (&#8220;EuGB Standards&#8221;) dovrebbe aumentare ulteriormente l&#8217;attrattiva e la crescita del mercato;</li>
<li class="v1MsoNormal">I <strong>paesi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/emergenti">emergenti</a></strong> stanno partecipando a questa dinamica. <strong>India, Brasile, Egitto e Turchia</strong>, ad esempio, hanno emesso <strong>obbligazioni sovrane verdi</strong> inaugurali nel 2023.</li>
</ul>
<p class="v1MsoNormal">Con la crescita della consapevolezza dei problemi ambientali e il cambiamento di atteggiamento, cambiano anche le pratiche aziendali. Di conseguenza,<strong> le performance finanziarie non sono più considerate come elementi a sé stanti.</strong> Ma alla stessa stregua delle performance sociali e/o ambientali.</p>
<p class="v1MsoNormal">Lanciata nel novembre 2016, la strategia <b>Amundi Responsible Investing Impact Green Bonds </b>mira a finanziare la <strong>transizione energetica</strong>, investendo esclusivamente in<strong> green bond che abbiano un impatto misurabile e positivo sull&#8217;ambiente.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">La filosofia di investimento dei fondi verdi è in linea con i framework di riferimento come gli <strong>Accordi di Parigi e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)</strong>. Il loro processo di gestione risponde a standard di settore come quelli definiti dal Global Impact Investing Network (GIIN), che annovera tra le caratteristiche principali l&#8217;intenzione di contribuire a generare un impatto sociale o ambientale positivo, di monitorare la performance dell&#8217;impatto e di fornire evidenza dell&#8217;impatto raggiunto dagli investimenti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nell&#8217;ambito delle sue <b>ambizioni <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/ESG">ESG</a> per il 2025</b>, Amundi si è posta l&#8217;obiettivo di raggiungere 20 miliardi di euro in investimenti d&#8217;impatto ampliando la sua gamma di soluzioni, fino a raggiungere 13,2 miliardi di euro a fine 2023. Nel 2021 Amundi ha sviluppato una metodologia proprietaria per garantire il rispetto degli standard più elevati prima di selezionare un investimento a impatto. <strong>La valutazione degli investimenti d&#8217;impatto, effettuata dai team ESG di Amundi, si basa su un processo in tre parti: intenzionalità, misurabilità e addizionalità.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>Record di emissioni di obbligazioni sovrane ESG nell&#8217;Eurozona</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/record-di-emissioni-di-obbligazioni-sovrane-esg-nelleurozona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 11:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi nove mesi dell’anno le emissioni di bond sovrani verdi nell’Eurozona sono cresciute a 53 miliardi di euro. Florian Spaete, Generali Investments</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/record-di-emissioni-di-obbligazioni-sovrane-esg-nelleurozona/">Record di emissioni di obbligazioni sovrane ESG nell&#8217;Eurozona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em><span lang="IT">Nei primi nove mesi dell’anno le emissioni di obbligazioni sovrane verdi nell’Eurozona sono cresciute a 53 miliardi di euro. Florian Spaete, senior bond strategist di Generali Investments</span></em></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Il dato rappresenta un netto balzo in avanti rispetto ai 42 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. <b>Si prevede un </b>totale annuale di circa <b>70 miliardi di euro nel 2024 con l</b>e <b>obbligazioni a lungo termine</b> (scadenza originaria di oltre 10 anni) che continuano a rappresentare il segmento preferito (quasi il 70% di tutti i green bond emessi).</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">In testa la<b> <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Germania" target="_blank" rel="noopener">Germania</a></b> che ha aumentato il volume delle obbligazioni verdi in circolazione di 17,5 miliardi di euro (leggermente più rispetto al 2023: 17,25 miliardi di euro). La Germania rafforza la sua posizione come emittente più attivo nell’area dell’euro. Ciò significa che la Germania rimane l’emittente più attivo di obbligazioni sovrane verdi nella zona euro. In totale, il volume delle obbligazioni verdi in circolazione supera ora i 73 miliardi di euro, leggermente superiore a quello della Francia. Attualmente ci sono otto obbligazioni verdi e per i prossimi anni è stata annunciata un’ulteriore espansione per creare una curva dei rendimenti verde completa.</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">In generale, da notare che<b> </b>rispetto a un anno fa<b> si è registrato un leggero calo del greenium </b>(il premio delle obbligazioni verdi rispetto a quelle tradizionali)<b>.</b> Ad esempio, le <b>obbligazioni tedesche</b> hanno un <b>greenium compreso tra 0 e 1 punti base</b> (ad eccezione del green bond con scadenza 2025).</span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="IT">Aumenta l&#8217;emissione di obbligazioni sovrane ESG a livello globale</span></b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="IT">Nell&#8217;ultimo anno è stato emesso a livello globale un volume di<b> 92 miliardi di dollari di nuove obbligazioni sovrane <a href="https://www.fondiesicav.it/?s=Esg" target="_blank" rel="noopener">ESG</a>, </b>un incremento rispetto ai 75 miliardi dell’anno scorso<b>. </b>La quota di<b> obbligazioni verdi è attualmente al 73%. </b>Nell’insieme, si prevede <b>un aumento piuttosto incisivo pari a 101 miliardi di dollari, </b>rispetto al 2023.<b></b></span></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="IT">L&#8217;Europa rimane la regione più importante per il mercato globale delle obbligazioni sovrane ESG. </span></b><span lang="IT">Tuttavia, i Paesi dell&#8217;Asia/Pacifico hanno recuperato notevolmente terreno. Ciò è dovuto principalmente al fatto che il <b>Giappone </b>ha emesso nuovi green bond nel 2024, per questo motivo lo yen giapponese è diventato una valuta importante per le emissioni sovrane ESG.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Raggiungere l&#8217;obiettivo Net Zero rimane possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 10:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[SRI]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Limitare l'aumento della temperatura globale a 1.5/2 gradi non è un obiettivo irrealizzabile. L'analisi di DWS</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/raggiungere-lobiettivo-net-zero-rimane-possibile/">Raggiungere l&#8217;obiettivo Net Zero rimane possibile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Limitare l&#8217;aumento della temperatura globale a 1,5-2,0 gradi Celsius non è un obiettivo irrealizzabile. Dws</i></p>
<p>Nonostante l&#8217;incremento continuo delle emissioni di gas serra e delle temperature globali, con record di caldo in Europa, Sudamerica e Africa nel mese di agosto, che si avvicinano alla soglia critica di 1,5 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali, il quadro non è del tutto scoraggiante.</p>
<p><strong>Le attuali previsioni politiche ed economiche potrebbero indurre pessimismo circa la possibilità di raggiungere uno scenario net zero che limiti il riscaldamento globale entro la soglia di sicurezza</strong>. L&#8217;Unione Europea, infatti, rischia di non centrare gli ambiziosi obiettivi di riduzione di CO2 entro il 2030, nonostante i progressi compiuti con il suo Piano Finanziario Sostenibile.</p>
<p>Tuttavia, l&#8217;UE rappresenta poco più del 10% delle emissioni globali di gas serra, il che rende evidente che la soluzione alla crisi climatica richiede uno sforzo globale. Secondo un&#8217;analisi legata all&#8217;IPCC condotta da Bloomberg New Energy Finance (BNEF), la transizione verso un mondo a zero emissioni richiede investimenti globali annui compresi tra 5.000 e 8.000 miliardi di dollari fino al 2040. Fino al 2030, saranno necessari in media 5,37 trilioni di dollari all&#8217;anno, con un incremento fino a 8.000 miliardi all&#8217;anno nel decennio successivo. Nel 2023, gli investimenti globali per la transizione si attestano a circa 1,77 trilioni di dollari.</p>
<p><strong>Questo scenario sembra scoraggiante? Non del tutto</strong>. Gli investimenti nella transizione energetica, inclusi quelli nelle energie rinnovabili, nelle reti elettriche e nei trasporti elettrificati, stanno crescendo significativamente nelle Americhe e nell&#8217;Asia-Pacifico (APAC), e in alcuni casi superano quelli europei. Nel 2023, l&#8217;UE investirà circa 550 miliardi di dollari nella transizione energetica, a fronte dei 400 miliardi delle Americhe e degli 800 miliardi nella regione APAC.</p>
<p><strong>Ci sono ragioni per essere ottimisti:</strong> limitare il riscaldamento globale agli scenari IPCC è più fattibile di quanto si possa pensare. Se gli investimenti continuassero a crescere con il ritmo attuale, potrebbero raggiungere 9,7 trilioni di dollari entro il 2030, con una media annua di 5,24 trilioni nel periodo 2024-2030, avvicinandosi alle proiezioni di Bloomberg. Da lì in poi, la spesa annuale potrebbe stabilizzarsi o persino ridursi nel decennio successivo.</p>
<p>Nonostante il divario assoluto sembri grande, i progressi recenti suggeriscono che il mondo potrebbe essere in grado di colmare il fabbisogno di investimenti per la transizione a zero emissioni.</p>
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