Chi possiede il debito ellenico?

A cura di Rocki Gialanella

I paesi dell’eurozona sono stati i piu’ generosi con Atene durante i piani di salvataggio che hanno coinvolto il paese. A seguire il FMI e la Bce

La mezzanotte di martedì scorso la Grecia avrebbe dovuto rimborsare 1.650 mln di euro al Fondo Monetario Internazionale. L’ammontare deriva da quattro rimborsi che il Governo di Atene aveva chiesto di raggruppare per pagarli per intero alla fine del mese. Se il mancato pagamento non si prolungherà per un periodo superiore ai sei mesi, il FMI lo considererà solo un ritardo. Vale a dire, una mora e non un caso di insolvenza. Dopo questa decisione dell’esecutivo guidato da Tsipras, l’attenzione si concentra sui 452 mln che il paese dovrà rimborsare a luglio. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, non si è pronunciato al riguardo.

L’istituzione multilaterale guidata da Christine Lagarde è uno dei tre principali creditori di Atene. Chi sono gli altri e a quanto ascende il debito greco. L’ammontare complessivo del debito ellenico ammonta -stando ai dati analizzati da Reuters- a 242.800 mln di euro. La Germania è il suo principale creditore.

Questa cifra include i prestiti ricevuti da Atene durante i salvataggi del 2010 e 2012, alcuni dei quali sono stati regolarmente rimborsati”; i bond emessi dallo Stato greco e che si trovano in possesso della Bce e altre banche centrali; il debito in possesso degli investitori privati, pari a circa 38,7 mld di euro. Quest’ultimo debito era molto più elevato ed ha sofferto un haircut del 53% nel marzo del 2012, dopo che il Governo greco e l’IIF, che ingloba i 450 maggiori gruppi finanziari del pianeta, hanno raggiunto un accordo.

Inoltre, il Tesoro ellenico ha emesso lettere di credito a breve scadenza per 15 mld di euro, il tetto massimo fissato dalla Bce. Le banche domestiche sono stati i principali sottoscrittori di questi ultimi titoli.

Per creditori, il debito del paese si distribuisce nel seguente modo:
FMI: ha prestato 20.100 mln durante il primo salvataggio. In occasione del secondo salvataggio si è impegnato per 28 mld. Di questi, 16,3 mld hanno come scadenza marzo 2016, ma sono condizionati al rispetto del programma di aggiustamenti economici concordato con Atene. I prestiti più datati presentano cedole al 3,5%.

BCE: l’organismo guidato da Draghi possiede 18 mld di bond greci.

I paesi dell’eurozona: durante il primo salvataggio hanno apportato 52,9 mld. La fetta più consistente è stata elargita dalla Germania (15,165 mld), seguita dalla Francia con 11,388 mld. Nel secondo salvataggio fu il Meccanismo Europeo di Stabilità a prestare 141,8 mld alle casse greche. Questo ‘Meccanismo’, creato nell’ottobre del 2012 con l’intenzione di fronteggiare nuovi episodi di intensificazione della crisi e finanziare l’eventuale salvataggio di paesi dell’eurozona, è stato disegnato ricorrendo ad un riparto del capitale che rispetta le medesime proporzioni sottoscritte per la creazione della Bce. Anche in questo caso, il primo paese finanziatore è stato la Germania con una quota del 29,07%, seguito dalla Francia con il 21,83%. I paesi dell’eurozona hanno concesso ad Atene un allungamento delle scadenze compreso tra 15 e 30 anni ed hanno ridotto il livello delle cedole pagate dai titoli.

Attualmente il rapporto debito/Pil di Atene ha raggiunto il 180%. Entro la fine del 2015 il paese dovrà rimborsare 17.100 mln ai suoi distinti creditori.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.