Ci siamo, Grecia al referendum

Continua il rincorrersi di notizie, rumor e dichiarazioni che ci arrivano dalla Penisola Ellenica, con il FMI che ha dichiarato come la necessita’ di finanziamento complessive della Grecia ammontino a circa 50 miliardi da qui a fine 2018. Fxcm

Tale fabbisogno richiederebbe lo stacco di nuovi fondi da parte dell’Ue per una cifra non inferiore ai 36 miliardi durante i prossimi tre anni e vi è la necessità, se non di tagliare il valore nominale del debito, per lo meno di ristrutturarne le scadenze. Questi gli ultimi sviluppi, con la presa di coscienza che tale situazione non può continuare a protrarsi nel tempo risultando insostenibile, con anche la dichiarazione che se si dovessero trovare soluzioni in tempi brevi il Paese potrebbe recuperare la perdita a livello di crescita che si sta verificando con la crisi attuale. L’unica cosa certa rimane che senza il ripagamento della prima tranche al FMI, nessun contributo verrà staccato.

Adesso, stando attenti a potenziali dichiarazioni che potrebbero muovere il mercato da qui alla chiusura di stasera, ci concentreremo sui risultati del referendum che arriveranno verosimilmente domenica sera prima dell’apertura asiatica, per cui, prima di pensare alle opportunità che tale risultato potrebbe fornirci, pensiamo a gestire con oculatezza i rischi ad essi connessi. Se possibile, soprattutto per i trader intraday puri o per chi comunque risulta esposto sul breve periodo, l’idea di un professionista è quella di arrivare flat prima della chiusura, per poi valutare i nuovi punti tecnici che potrebbero formarsi tra domenica sera e lunedì mattina per poter valutare come i flussi di capitale sono andati a distribuirsi, prima di decidere come operare. Soprattutto sulle borse potrebbero realizzarsi dei gap importanti ed ora, che il referendum è visto da qualcuno come un refEURendum (ovvero una consultazione che potrebbe decidere l’appartenenza all’area monetaria comunitaria o meno), anche sul fronte valutario potrebbero verificarsi dei gap più ampi rispetto a quelli visti in apertura della scorsa settimana (non dimentichiamoci, tra l’altro, che oggi in America si comincerà a festeggiare l’Indipendence Day, per cui nel pomeriggio la liquidità risulterà anche ridotta .

Sul fronte dai macro ieri abbiamo assistito alla pubblicazione dei Non Farm Payrolls, con un dato ruisultato inferiore alle attese ma comunque buono a nostro parere, con 223k nuovi posti di lavoro creati durante il mese di giugno e con il mercato che è andato a reagire con vendite di dollaro, soprattutto realizzatesi su quei cambi che avevano mostrato andamenti di breve periodo direzionali, facendoci così comprendere come tali vendite possano esere considerate delle prese di profitto. Il tassi di disoccupazione è risultato al 5.3%, in calo dal 5.4%, ma qui sappiamo come il mercato dia meno importanza a tale tasso in quanto il metodo di calcolo adottato risulta ancora discutibile. Oggi ci verranno consegnati i dati sui PMI europei e della Gran Bretagna (con questi ultimi che potrebbero risultare dei buoni market mover), oltre alle vendite al dettaglio relative al mese di giugno dell’area Euro “; non dovremmo ricevere grosse sorprese ma, considerando il fatto che molti trader professionisti potrebbero decidere di tirare i remi in barca, abbinato alla mancanza di liquidità attesa per il pomeriggio, non escludiamo che dei movimenti inattesi possano anche verificarsi, per cui presteremo maggior attenzione rispetto al solito.