Se ciclo elettorale positivo, bene titoli di Stato legati all’inflazione

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sui bond periferici dell’Eurozona. Interviene Maria Luisa Matarrelli, responsabile Government Bond e Forex di Eurizon Capital SGR

Eurizon Asset Management CMYK

Quali opportunità si nascondono dietro il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato dei paesi periferici dell’Eurozona? Credete che il movimento abbia già anticipato eventuali mosse della Bce o che ci sia spazio per ulteriori rialzi dei rendimenti?

Il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato dell’area euro da inizio anno è spiegato da due fattori differenti. Il primo è legato alla forza del ciclo economico: la crescita reale dell’eurozona è positiva da 15 trimestri e la fiducia degli operatori economici è al massimo da quasi sei anni. L’impatto della maggiore crescita potrebbe far sì che la politica monetaria espansiva della Bce possa subire una revisione verso il finire dell’anno, soprattutto se il tasso di inflazione “core” (senza le componenti più volatili relative all’andamento dei prezzi del cibo e dell’energia) sorprendesse al rialzo (al momento è inferiore all’1%). I mercati scontano un rialzo del tasso sui depositi da parte della Bce per la prima metà del 2018 che dovrebbe restare ancora in territorio negativo.
Il secondo fattore è relativo all’incertezza legata al ciclo elettorale e alla forza dei partiti anti-euro. In particolar modo alcune criticità emerse nella competizione francese e il timore della vittoria del Front National con un programma anti-euro ha allontanato gli investitori internazionali dai titoli di stato francesi, con un effetto contagio anche sui titoli di stato italiani e spagnoli.
I tassi potrebbero essere più alti a fine anno in Eurozona soprattutto nelle economie con la crescita più alta rispetto a quella potenziale. Se l’esito delle elezioni francesi fosse infausto, a essere colpiti sarebbero i titoli di stato periferici, anche se ci aspetteremmo in caso di forti pressioni al rialzo un potenziale intervento di emergenza da parte della Banca centrale, che vedrebbe minacciato il suo mandato a raggiungere il 2% come livello di inflazione per l’intera area.

Quali duration– e quali titoli di Stato- presentano, a vostro parere, il miglior rapporto rischio/rendimento per un investitore alla ricerca di income?

A seguito del pessimismo sull’esito delle elezioni francesi, i titoli di Stato periferici hanno archiviato una fase di risalita dei rendimenti particolarmente evidente sulle scadenze intermedie e lunghe. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una fase positiva, anche perché lo scenario di vittoria del fronte anti-euro in Francia sembra improbabile e la Bce offre ancora supporto con il suo programma di Quantitative easing.
Tuttavia se il ciclo elettorale sarà positivo e l’attuale fase di crescita economica continuerà, è preferibile non detenere titoli di Stato con duration elevata e privilegiare i titoli di stato legati all’inflazione.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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