Cina, in futuro probabile tasso di crescita inferiore e volatilita’

Commento sulla Cina a cura di Koon Chow, Senior Macro e FX Strategist EMD di Union Bancaire Privée – UBP

I recenti dati sulla crescita del PIL cinese hanno leggermente superato le attese del mercato, con un +7,3% a/a nel quarto trimestre del 2014. Tale dato ha portato il tasso di crescita per l’intero 2015 al 7,4%, poco sotto il 7,7% fatto registrare nel 2013. Si tratta di un “atterraggio morbido”, ma gli investitori devono essere un po’ cauti a causa del significativo riallineamento in atto nel sistema economico cinese, che preclude un rapido rimbalzo. Non saremmo sorpresi se, ammettendo implicitamente un “new normal” per la crescita cinese, le autorità di Pechino rivedessero al ribasso le stime pluriennali sul PIL, portandole dall’attuale 7,5% a un livello compreso tra 6,5% e 7%.

Le autorità cinesi puntano a rendere la crescita del PIL meno legata alle costruzioni di unità residenziali, al settore abitativo e alle esportazioni, per farla trainare maggiormente dai consumi e dagli investimenti in infrastrutture. Alla base di questa preferenza c’è l’aumento della leva finanziaria, in passato fattore di supporto al settore residenziale, divenuto insostenibile. Ciò ha infatti fatto accrescere la vulnerabilità del sistema finanziario e ha fatto alzare i prezzi delle case al di sopra dei valori di riferimento. Allo stesso modo, la forte dipendenza dalle esportazioni del passato non è più sostenibile, a causa della debolezza della domanda europea e dell’eccessivo livello degli investimenti nel settore manifatturiero cinese.

I prezzi alla produzione cinesi sono in calo da inizio 2012, testimoniando la sovraproduzione già creatasi nel settore. Senza dubbio, il Paese sta attraversando una fase di cambiamenti piuttosto significativi in un momento in cui l’economia globale deve affrontare grandi sfide. Lo spazio di manovra fiscale del Governo e la solidità dei conti con l’estero permettono a Pechino di riorientare l’economia, ma dovremmo aspettarci per il futuro un tasso di crescita inferiore e, durante la fase di aggiustamento, un certo grado di volatilità.