Cina, indebitamento e instabilità finanziaria destinati a crescere

“Consideriamo gli squilibri economici del paese un rischio significativo per il nostro scenario”, ha commentato Yves Longchamp, head of Research di ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG

“Nel secondo trimestre 2016 la Cina ha registrato una tregua dal calo della crescita tendenziale iniziato dopo la crisi finanziaria globale, tuttavia, si profila un ulteriore rallentamento nel secondo semestre dell’anno, in seguito alla svolta del ciclo immobiliare”, spiega Yves Longchamp, head of Research di ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG. “Le autorità torneranno a concentrarsi sulle misure di sostegno alla crescita, probabilmente con ulteriori investimenti in infrastrutture e con un aumento del credito, così da raggiungere il proprio obiettivo di espansione annua. Questa situazione aggraverà ulteriormente l’indebitamento, accrescendo l’instabilità del sistema finanziario cinese: continuiamo, pertanto, a considerare gli squilibri economici del paese un rischio significativo per il nostro scenario”.

“Nel secondo trimestre la crescita economica in Cina ha dato prova di buona tenuta, attestandosi al 6,7% e superando le aspettative dei mercati. Il mercato immobiliare, sostenuto dall’ammontare significativo di credito erogato alle famiglie, si è confermato il principale motore di espansione”, spiega l’economista di Ethenea. “Tuttavia, l’andamento degli investimenti immobiliari ha decelerato di concerto con i prezzi degli immobili: probabilmente si assisterà a un’ulteriore diminuzione nel secondo semestre dell’anno, quando le amministrazioni locali inaspriranno la regolamentazione per raffreddare un mercato surriscaldato”.

La tenuta della crescita nel secondo trimestre e la stabilizzazio­ne dei deflussi valutari, nonostante il progressivo indebolimen­to del tasso di cambio, hanno offerto al governo l’opportunità di concentrarsi sulle riforme anziché sulle misure di stimolo. “L’attuazione delle riforme, tuttavia, comporte­rebbe una diminuzione della capacità in eccesso e dunque della produzione industriale, con un’ondata di licenziamenti e ripercussioni negative sui consumi. Pertanto, le autorità locali hanno finora dimostrato scarso interesse a intraprendere azio­ni concrete in seguito agli annunci. Inoltre, non si prevede al momento neanche una riduzione dell’indebitamento, in quanto l’Assemblea Nazionale del Popolo ha fissato l’obiettivo di crescita annua del credito al 13%, ossia al doppio del target per il Pil”, conclude Longchamp.

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